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Serravalle e dintorni...

 

L'ECCIDIO DI PONTE ALBERSANO

 

 

La lapide commemorativa dell'eccidio.

Altra immagine della lapide.

La lapide nel contesto odierno.

La spalliera del vecchio ponte Albersano

Il Ponte Albersano oggi.

L'incrocio di Ponte Albersano sulla strada Provinciale Ariano-Berra

Fotografia di Ponte Albersano durante gli scioperi 1901-1907.

Berra 1938 -Contadini alla trebbia.

 

L'ECCIDIO DI PONTE ALBERSANO

Cent'anni fa, il 27 giugno 1901, sul Ponte Albersano di Berra si compiva uno dei fatti di sangue contro lavoratori in sciopero e Berra, che allora faceva parte del vastissimo comune di Copparo, ebbe il triste onore della cronaca prima e della storia poi. Noi ricorderemo qui brevemente i fatti affinché non vada smarrita la memoria di quegli avvenimenti e il sacrificio di coloro che quel giorno rimasero per terra nella polvere. La situazione dei braccianti, tra la fine del secolo e il nuovo, è caratterizzata da una estrema miseria: le famiglie sono al limite della sopravvivenza, la mortalità infantile è elevatissima, la pellagra miete instancabile le vittime della povertà; gli accordi sindacali del 1897, che pur prevedevano un aumento percentuale di pochi punti a favore dei lavoratori della terra, non erano mai stati applicati. Sull'onda di un malcontento generale si costituisce anche a Berra una lega di resistenza nelle campagne (forte di ben cinquecento iscritti) la quale, vedendosi negare tassativamente dagli agrari la richiesta di portare dal 9 al 12% la quota per i braccianti, dichiara lo sciopero proprio nei giorni in cui avrebbe dovuto iniziare la mietitura del grano: è il 20 giugno 1901. La massa degli scioperanti è composta da lavoratori che provengono da tutti i paesi limitrofi compresi alcuni centri del vicino Veneto e dimostra fin dall'inizio grande compattezza e determinazione. Gli agrari capiscono che la posta in gioco questa volta è molto alta poiché lo sciopero va assumendo sempre più le caratteristiche di una lotta altamente politicizzata: sono pronti a tutto e in pochi giorni organizzano squadre di crumiri piemontesi disposti a falciare il grano ormai maturo, ottengono inoltre l'intervento della forza pubblica in difesa di questi ultimi e del latifondo nonostante lo stesso ministro Giolitti avesse ordinato al Prefetto di Ferrara di sconsigliare simile provvedimento: sarà il tenente De Benedetti a comandare l'eccidio di Berra. La mattina del 27 giugno i braccianti si avviano verso la tenuta Albersano animati dall'intenzione di spiegare ai crumiri nei campi le motivazioni dello sciopero e di invitarli ad unirsi alla loro lotta, ma il Ponte Albersano è sbarrato dai soldati. Al tentativo di alcuni braccianti di parlamentare con questi ultimi il tenete De Benedetti fa rispondere con il fuoco: i soldati sono disorientati; molti sparano in aria, alcuni addirittura si rifiutano; impugnata la sciabola e con la rabbia della belva l'ufficiale ordina categoricamente di sparare sulla folla degli scioperanti. Calisto Ercole Desuo di Villanova Marchesana e Cesira Nicchio di Berrà rimangono per terra uccisi; altri venti lavoratori rimarranno feriti. Questo il tragico bilancio di quel 27 giugno 1901 che segnò la data d'inizio di una lunga serie di lotte operaie e bracciantili in territorio ferrarese. (Tratto da "Tutto Ferrara" del Luglio Agosto 1991)


CALENDARIO DELLE MANIFESTAZIONI PER IL CENTENARIO DELL'ECCIDIO

8 Giugno Mons. Carlo Caffarra, Arcivescovo di Ferrara, benedice la lapide.
22 Giugno Manifestazione commemorativa in Comune.
30 Giugno Commemorazione ufficiale presso la lapide di Ponte Albersano.