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Serravalle e dintorni...

STORIA

LA CASA DI RIPOSO DR. A. CAPATTI

 

La casa di riposo in una vecchia foto

Di fronte alle nuove scuole elementari sorge, fra il verde del parco, l'ampio complesso della Casa di Riposo intitolata al Dottor Attilio Capatti. Questa benefica istituzione è oggi una delle più moderne ed attrezzate della provincia ferrarese se non dell'intera regione. Vi sono ospitati poco più di 100 anziani in prevalenza di Serravalle ma provenienti pure da altri due centri del comune, della provincia di Ferrara ed anche da quelle limitrofe. E retta dalle "Piccole Suore della Sacra Famiglia" di Castelletto di Brenzone (Vr), che da più di 20 anni si prodigano per chi, anziano, insufficiente, abbandonato e reietto dalla famiglia e dalla società, ha bisogno di cure amorevoli e di una assistenza non solo umana ma anche spirituale. Nel loro compito, le suore sono coadiuvate da personale laico. La Casa di Riposo trova origine e sistemazione su un terreno - quasi un ettaro di superficie - pervenuto per donazione all'attuale gestione, così come si leggeva nella lapide murale esistente nella vecchia abitazione (ora demolita), fu la prima sede della istituzione:

"Fra queste mura il dr. Attilio Capatti - medico chirurgo - profuse i tesori del suo ingegno e del suo cuore generoso a favore del popolo - come medico e come assertore degli umani princìpi di fratellanza e amore. Interpreti dei sentimenti del loro congiunto - le fìglie Norma - Silvia - Saracena trasformarono l'originaria dimora patema in questa Casa di Riposo e ne fecero donazione a benefìcio di quanti avessero necessità di assistenza e di cura.

Serravalle 4/10/1957"

La vecchia dimora venne, quindi, riordinata e modificata perché con i rustici fabbricati adiacenti potesse offrire ricetto ad un primo gruppo di ricoverati - circa una ventina -. Prima superiora fu suor Maria Tita Castagna. Le richieste di ricovero, tuttavia, incalzavano. L'entusiasmo di carità si dilatò così profondamente da decidere di attuare lavori con sopraelevazione di ambienti ed adeguamento degli impianti. I lavori furono eseguiti prima a cura dell'ing. Bianchi di Verona, nel 1960, e, successivamente su progetto del geom. Marzocchi di Ferrara, nel 1966. Da una planimetria conservata nell'archivio della Casa si ha una chiara visione del complesso edilizio rispondente alla seconda data, mentre la capienza di posti letto era già allora di 45/50 unità. La direzione era affidata alla superiora suor Lilia Granata, che regge ancora oggi l'istituto. Nel chiaro intento di compiere un'opera ben più armoniosa, di maggiore potenzialità, in base alle aree disponibili e di adeguata rispondenza tecnica e sociale, la Casa Generalizia di Castelletto dava incarico all'ing. Angelo Pasqualin di Serravalle di allestire e predisporre un idoneo progetto generale al fine di avere una disponibilità di circa 110 posti letto. Il complesso edilizio doveva essere dotato delle migliori attrezzature tecnologiche, per garantire un adeguato servizio sanitario e religioso, di una larga serie di impianti sanitari, idrici, elettrici e di corredo per una gestione altamente confortevole.

In data 20 marzo 1969 il Comune di Berrà rilasciava il nulla osta per l'esecuzione dei lavori edili. L'appalto delle opere di ampliamento e modifica generale della Casa di Riposo veniva affidato all'impresa Bergami di Serravalle e la direzione dei lavori all'ingegnere progettista. Per il notevole complesso degli impianti di riscaldamento, idrico-sanitario, lavanderia, cucina e complessi minori venne prescelta la ditta Taddia e Cantelli di Bologna.

Con delicato e tenace lavoro, considerata la presenza di ospiti e la normale conduzione della casa, nel 1971 l'opera poteva considerarsi compiuta e nello stesso tempo la gestione iniziava un razionale ciclo di lavoro e di assistenza in ossequio alle norme più avanzate della moderna geriatria.

Volendo dare un breve cenno illustrativo sul complesso edilizio e relative attrezzature, si possono così riassumere le principali caratteristiche strutturali ed ambientali. Il fabbricato principale è impostato su un'area mistilinea, variamente delimitata dall'andamento delle aree a disposizione e dai confini di proprietà. L'accesso principale dell'Istituto è sulla via Capatti mentre in via Risorgimento esiste un secondario passo carraio. Il prospetto della costruzione su via Capatti si eleva nella parte centrale su tre piani con affiancate elevazioni a tre piani con vaste terrazze. A piano terreno, dopo l'ampio ed accogliente atrio di ingresso e larga vetrata, si snodano gli uffici di direzione, i locali di refettorio (per circa 70 posti mensa), il soggiorno. Da un corridoio di servizio si ottiene un primo reparto di degenza con le necessarie occorrenze. Nello spazio dell'atrio, sulla parete opposta all'ingresso, si apre la struttura della cappella, aperta non solo agli ospiti ma anche ai fedeli di Serravalle. La configurazione architettonica del tempietto è di gradevole e sobrio stile moderno, con strutture in cemento armato. Le vetrate e l'arredamento sono di buona fattura.

Al primo piano, il più ampio del fabbricato, trovano allogamento su corridoi mistilinei camere da letto di varia ampiezza, con servizi igienici singoli per camera. Il reparto dispone di un ridente soggiorno, di una cucina di emergenza ed, infine, di ben attrezzati locali per l'ambulatorio medico e l'infermeria.

Al secondo piano, sempre nella invariata disposizione geometrica di struttura del piano sottostarne, nel vano di accesso trovano sistemazione la rampa della scala, l'ingresso alla cabina dell'ascensore ed alla scala di sicurezza antincendio. Sono funzionanti la cucinetta di emergenza, i servizi igienici e su idoneo corridoio si allineano da ambo i lati camere da letto di varie capacità con relativi servizi e con prospetto verso il giardino. Le camere di questo piano dispongono di balconate e di una vasta terrazza.

Tutte le camere dei piani sono arredate con razionale criterio e dispongono di un plafoniera a servizio elettrico per luce, chiamata di urgenza ed amplificatore radiofonico; ai rispettivi piani è collocato l'apparecchio telefonico derivato dal centralino di servizio alla casa.

A quota sopraelevata sul predetto secondo piano si dispone di un sottotetto, di notevole dimensione, ben aerato e illuminato, per il servizio di guardaroba e ripostiglio con montacarichi.

A piano terra, in aderenza ai servizi di cucina e con sviluppo rettilineo, posteriore al fabbricato principale, è stata impostata una costruzione nella quale sono ospitate la lavanderia, la centrale termica con relative attrezzature elettriche, la centralina idrica. Le caldaie per il riscaldamento e acqua calda possono avere doppia alimentazione, cioè a metano o a gasolio.

A complemento di quanto riportato converrà dire che sulla proprietà insistono fabbricati minori ed attrezzature ovviamente in occorrenza alla gestione di un così importante complesso di assistenza e soggiorno per gli anziani.

Il primo fabbricato, la vecchia casa del Dottor Capatti, è stato demolito di recente; al suo posto sta sorgendo una nuova ala collegata con il resto dei fabbricati.

Informazioni tratte dal libro di Giovanni Raminelli "SERRAVALLE- Profilo storico di un paese della Bassa Ferrarese"