Serravalle e dinorni....

PRIMO PIANO

BLACK OUT 2003: FORSE I RIMBORSI ENEL

VERSO LA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI SUL BLACK-OUT DEL 28 SETTEMBRE
LE RESPONSABILITA’ SONO "ANCHE" DELL’ENEL. SI PROFILA LA CONCRETA POSSIBILITA’ DEL RIMBORSO FORFETTARIO PER GLI UTENTI

Firenze, 15 Dicembre 2003. La commissione nominata dal ministro delle Attivita’ Produttive per fare luce sul black-out energetico dello scorso 28 settembre, ha consegnato i risultati della sua indagine anche se con un mese di ritardo rispetto al previsto. In attesa di una posizione ufficiale da parte del ministero, ci dobbiamo "accontentare" delle anticipazioni di stampa fatte dal quotidiano "Corriere della Sera" che, unico nel panorama italiano, sta trattando la questione, prima con un’intervista al ministro Antonio Marzano, e poi raccogliendo le dichiarazioni del direttore dell’Endesa (una delle aziende che ha acquistato centrali dall’Enel) che collimano con quanto rilevato dall’indagine interna dell’Enel: alcune centrali si staccarono in anticipo non consentendo il recupero di energia che era necessario dopo l’isolamento dell’Italia dalla rete europea (conseguenza dell’incidente svizzero che, per porvi rimedio, e’ ancora un rimpallino di responsabilita’ tra Italia e Svizzera). L’autosufficienza anche senza la rete europea, quindi, sarebbe stata possibile, ma non e’ accaduto per carenza tecnica delle centrali italiane che, spentesi in anticipo rispetto al programmato, portarono la frequenza di rete sotto 47,5 Hz, provocando il black-out tecnico.
Questo vuol dire che, per esempio, le lettere che l’Enel e gli altri gestori hanno inviato a tutti quegli utenti che hanno chiesto loro il rimborso forfettario di 25,82 euro, dicendo le cose piu’ incredibili ma tutte allineate rispetto alla loro non-responsabilita’ nell’evento del 28 settembre … vuol dire che contenevano una serie di frottole. Primo perche’ si autoassolvevano prima ancora di qualunque indagine, secondo perche’ comunque sono l’Enel e gli altri gestori che hanno un contratto con i singoli utenti e del servizio erogato o meno sono loro che ne rispondono (a meno di calamita’ cosiddetta naturale … che non c’e’ stata), terzo perche’ come ci dicono i fatti di sopra la responsabilita’ e’ italiana. Qualcuno obiettera’ che la responsabilita’ e’ ANCHE italiana, ma questo ANCHE non cambia niente, perche’ il sistema italiano di distribuzione era programmato per essere funzionale anche in regime di emergenza/isolamento per garantire un servizio come da contratto: questo non e’ accaduto per deficienza italiana, quindi ai fini dell’utente finale cio’ che conta e’ che, essendoci le condizioni per la garanzia del servizio, nel momento del bisogno queste garanzie sono risultate inefficienti, e per questo "chi sbaglia paga". Libera l’Enel e gli altri gestori, poi, di rifarsi con il gestore rete trasmissione nazionale (Grtn) o con gli svizzeri, ma questo non li esime dalle loro conclamate inefficienze e responsabilita’.
La situazione per i rimborsi forfettari sta quindi maturando nei termini come noi l’avevamo previsto. Per i 700 mila italiani che hanno fatto la messa in mora nei termini indicati da noi, si tratta solo di aspettare le conclusioni ufficiali, si’ da essere in una botte di ferro quando, come preannunciato nelle raccomandate che hanno inviato, a fronte di un diniego del rimborso dovranno procedere con le vie legali (giudice di pace senza avvocato).
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
A questo indirizzo tutte le informazioni sulla vicenda:
http://www.aduc.it/dyn/documenti/docu_mostra.php?id=71168

12  aprile 2004