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Serravalle e dintorni....

PRIMO PIANO

ECCO CHI HA CREATO L'EMERGENZA NUTRIE
- A rischio l'attività di controllo e spariscono i risarcimenti per i danni alle produzioni agricole -

 


Nutria

Le nutrie da problema di ordine naturale si sono trasformate in una vera e propria emergenza. Ma la colpa non è dei cunicoli scavati dai ‘castorini’ o del loro alto tasso riproduttivo, a creare il pasticcio, questa volta, è il Parlamento con la legge 116 del 11 agosto 2014 che ha convertito con modificazioni il decreto legislativo 91/2014 (decreto competitività) che ha creato un buco nero normativo su due aspetti: i risarcimenti dei danni alle produzioni agricole provocati dalle nutrie e i soggetti responsabili dei piani di controllo di tali roditori, mandando su tutte le furie l’Anci e nel panico i Comuni.

Con la legge recante "Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea", per il tramite dell’articolo 11 coma 12bis, inserito con l’emendamento 11.67 a firma Vaccari, Caleo e della senatrice ferrarese Bertuzzi (Pd), è stato modificato l’art. 2 della legge 157/92 sulla tutela della fauna selvatica e sull’esercizio dell’attività venatoria e, in particolare, il comma 2 che ha escluso le nutrie dalle specie selvatiche, equiparandole a talpe, ratti, topi propriamente detti e arvicole.

Dunque le nutrie non sono più considerate specie selvatica e da ciò consegue che le competenze attribuite dalla legge 157/92 alle Province su tali specie siano decadute e, in particolare, che non sono più risarcibili i danni alle produzioni agricole che si sono verificati a causa delle nutrie posteriormente al 21 agosto (data di entrata in vigore della legge), senza peraltro che ci sia più la possibilità di fornire materiale specifico a protezione delle colture. Non solo, con la nuova normativa voluta dal Pd, non sono più attuabili i piani di controllo vigenti finora, creando così un buco normativo sulle competenze in tale materia.

"L’ultima normativa ha la debolezza grande che non chiarire di chi sia la responsabilità", afferma Nicola Rossi, sindaco di Copparo e con la delega all’agricoltura in Provincia. Proprio per questo mercoledì mattina è in programma un incontro tra tutti i sindaci ferraresi per fare il punto della situazione: "Ho convocato una riunione per affrontare un problema che sta diventando enorme, bisognerà capire tutti insieme chi si deve prendere le responsabilità di gestire il problema nutrie e creare un sistema che ci permetta di affrontare anche le altre questioni, come quelle sui rimborsi e sul sostegno sia economico che legale per i coadiutori – spiega ancora Rossi -. C’è un grossissimo lavoro da fare in poco tempo".

Mentre i sindaci del territorio pensano a come muoversi l’Anci – riunitosi a Bologna nella mattinata di lunedì – prende posizione: "È stata stigmatizzata la scelta del legislatore – spiega il sindaco di Ostellato Andrea Marchi -. Ha messo a rischio l’attività di contrasto delle nutrie e soprattutto non ha chiarito come affrontare la vicenda del ristoro dei danni agricoli che provocano". Sempre l’Anci il 20 ottobre aveva esposto la problematica in una circolare che osservava come il cambiamento normativo "comporta molte criticità (normative, organizzative, finanziarie) per i Comuni e mette, di fatto, in mora tutto il sistema di controllo della diffusione della nutria in essere fino a poche settimane fa e coordinato dalle Province su indicazioni della Regione".

L’associazione dei Comuni italiani ha proposto così un modello di ordinanza "contingibile e urgente" che i sindaci dovrebbero adottare nelle more di un accordo istituzionale che chiarisca definitivamente a chi spetti il compito di controllare le nutrie. "L’obiettivo è adottare ordinanza uniforme in tutta la Provincia – spiega Rossi -, poi vedremo attraverso delle convenzioni chi ha possibilità di prendersi responsabilità anche per gestione delle gabbie e dei coadiutori e per questo ho chiesto un incontro anche con il prefetto anche per capire come dare tutela a chi agisce".

La questione è stata oggetto anche del consiglio comunale di Ferrara riunitosi ieri, dove è stata discussa una mozione del consigliere Pd Pietro Turri che ha proposto in sostanza di dare vita al tavolo istituzionale proposto dall’Anci, trovando il parere favorevole sia dell’assessore all’ambiente Caterina Ferri che della maggioranza dell’assemblea. Respinto invece l’emendamento proposto da Alessandro Vitali (M5S) che proponeva di allargare il tavolo a due associazioni animaliste. La mozione è passata con 23 voti favorevoli e 5 astenuti.


estense.com 4.11.14


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