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Serravalle e dintorni...

POLITICA LOCALE

POLITICA LOCALE

ERIC ZAGHINI: IN RISPOSTA A GRILLANDA - PERCHE' DI TUTTO QUESTO NON PARLA ANCHE IN CONSIGLIO COMUNALE?

Attendevo con ansia l'impressione di Grillanda sul bilancio di previsione 2011. Lo attendevo poiché in sede di dibattito consiliare ha detto poco o nulla, come al solito del resto. Ormai so che gli ci vuole un po' per argomentare un commento e ho imparato a rispettare i suoi tempi.

Detto questo, il capogruppo di opposizione si impegna a ribaltare per l'ennesima volta la realtà dei fatti.

Il bilancio 2011 per la nostra comunità e per tutte le municipalità in italia (soprattutto gli enti sopra i 5000 abitanti) è un bilancio di resistenza. Resistenza alla mannaia del Governo che ha, di punto in bianco, tagliato 170 mila Euro di trasferimenti (meno 26%); resistenza alla impossibilità di rimpiazzare i dipendenti che andranno in pensione nel corso dell'anno, visto il blocco pressochè totale delle assunzioni a qualsiasi titolo; resistenza alla impossibilità di ricorrere a mutui oltre una certa soglia (minima) per finanziare gli investimenti.

Cosa vuol dire resistere? Vuol dire ristrutturare la spesa e l'organizzazione del personale in modo da poter garantire gli stessi servizi di alta qualità nonostante le minori risorse economiche ed umane, in attesa di un netto cambiamento dell'atteggiamento del Governo nei confronti degli enti locali, vessati oltremodo, che sono ormai rimaste le uniche istituzioni in grado di fornire risposte ai cittadini. Vuol dire iniziare a gestire in forma unitaria con altri enti locali alcuni servizi che possono essere accentrati (anzi debbono, visto che il governo impone ai piccoli comuni di esercitare in forma associata o unitaria tutte le funzioni fondamentali – cfr. legge 120 del 2010), attraverso quell'Unione dei Comuni (nel cui consiglio peraltro Grillanda siede non mettendone mai, dico mai, in discussione la funzione) che non è strumento per svuotare gli enti locali, ma per svolgerne le funzioni al massimo livello di efficienza in modo da resitutire ai cittadini servizi di qualità ad un costo inferiore.

Il nostro territorio, come del resto gran parte d'Italia, è attraversato da una crisi economica che sta lasciando e lascerà effetti negativi per lungo tempo.

A stanziare finanziamenti extra per sostenere i lavoratori delle imprese in crisi ci hanno pensato i Comuni dell'Unione Terre e Fiumi, con 250mila euro di interventi extra in campo sociale nell'anno 2010.

Non ci ha pensato il Governo così caro a Grillanda che non ha messo in campo una, dico una misura per contrastare la crisi economica; che ha visto salire la disoccupazione giovanile ai massimi storici senza muovere un dito; che ha tagliato la scuola pubblica (ricorda Grillanda il rischio corso dal plesso di Serravalle un anno fa?), la ricerca, l'Università; che non ha una politica industriale per il Paese. Che ha scaricato il prezzo della crisi sugli enti locali. Di questo i sostenitori del Governo, che fideisticamente continuano a non voler riconoscere un fallimento totale che sta conducendo il Paese sull'orlo del baratro, risponderanno alle proprie coscienze e alle future generazioni per anni, poiché gli effetti di questo disastro sopravviveranno al governo attuale e a tanti che seguiranno.

Infine una informazione per i cittadini. Allegate al bilancio andavano votate alcune delibere collaterali. Tra queste, la riduzione dell'Ici al 5 per mille (dal 6,5) sui terreni agricoli adibiti a frutteto nel 2011 e sugli immobili commerciali o industriali costruiti o ristrutturati nel 2011, rispettivamente per cinque e tre anni. Un segnale, chiamiamolo così, introdotto da questa ammistrazione a favore degli investimenti produttivi. Ebbene, l'opposizione ha votato contro la riduzione delle tasse, insieme al consigliere Grandi, peraltro senza motivare la propria scelta. Bel modo per sostenere la crescita economica.

In questi anni ho cercato di comprendere l'atteggiamento di Grillanda nel suo agire politico. Ho capito da tempo che lui affronta le situazioni come se si trattasse di un gioco a chi scredita di più gli avversari. Un gioco fatto di sgambetti, di allusioni, di comportamenti non sempre cristallini, di interventi sulla stampa volti a gettare discredito, spesso manipolando la realtà.

Questo atteggiamento mi divide da lui.Soprattutto ora che sono investito di una responsabilità di governo locale di cui sento tutto il peso. La politica non è un gioco al massacro. E' il confronto tra diverse idee di governo. Le mie le traduco in scelte, in atti, contestabili, per carità, ma pur sempre concreti. Le sue le sto aspettando, perchè in ormai sette anni di consiglio comunale non ha mai proposto nulla.

Eric Zaghini


25/11/2016