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POLITICA LOCALE

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SIMONE GRANDI RISPONDE A FILIPPO BARBIERI

Mi sento mio malgrado nuovamente tirato per la giacca e questa volta dall’amico Barbieri. Apprendo dalle colonne della stampa locale, da un membro autorevole del PD della mia cacciata dal gruppo consiliare Sviluppo e Solidarietà, sarei infatti diventato consigliere d’opposizione. Se si volesse considerare questo come un fatto certo sarebbe stato politicamente più corretto esserne informato personalmente. Mi intristisce e rallegra insieme la strana situazione che si sta verificando a Berra, paese che in molti non sanno neppure dove è, Berra come Roma, la lista Sviluppo e Solidarietà come il PDL, non è ammesso il distinguo, il dissenso motivato, bisogna essere tutti irreggimentati, tutti compatti a nascondere i fatti, a negare l’ovvio anche se bisogna mentire. Non continuo coi paragoni, scontati ed ovvi, potrei infastidire qualcuno. Mi preme rivendicare però una volta ancora la paternità del programma elettorale della lista Sviluppo e Solidarietà, precipuamente della parte Economia e Lavoro, sulla quale esorto la giunta ad agire e produrre risultati non vuote chiacchiere.

Per tornare al punto della contestazione vorrei ribadire all’assessore che comprendo e conosco le problematiche relative alla nuova manovra finanziaria che vessa ancora più pesantemente i comuni virtuosi ma, in maniera razionale, più di garantirgli il personale e massimo sostegno nella protesta da indirizzare al Governo attraverso i canali istituzionali tra cui l’ANCI, non vedo altre azioni che noi umili Consiglieri Comunali possiamo fare per opporci, salvo suggerire di fare della virtuosità economia. A noi rimangono le piccole cose, "argomenti meno complessi e meno impegnativi" come dice l’assessore, argomenti come "l'affaire telecamera finta" oppure fare una analisi sulla defezione nella Commissione Pari Opportunità. Ricordo per chi non ha avuto modo di seguire i fatti che nel caso della telecamere si tratta di stabilire, atti alla mano, se il Vicesindaco abbia o meno mentito al Consiglio ed ai cittadini berresi sul tema della Sicurezza e della tutela della Cosa Pubblica. Nel secondo caso invece, semplicemente si chiede di conoscere se i membri dimissionari della commissione non abbiano subito inopportune pressioni tali da impedire la loro libera espressione proprio all’interno di una commissione che deve proteggerci da questo, dai soprusi. A me caro Filippo questi non paiono problemi da prendere sottogamba o tanto meno negare.

Passando all’infelice attacco personale di "poltronaio", abbandonando per abbassare i toni come suggerisce l’assessore la diatriba sui titoli personali, lo voglio rassicurare, stia sereno, non sono interessato a poltrone di nessun tipo, non trovo al momento compatibile l’(in)azione del governo locale alle mie aspettative.

Concludo invitando l’amico Filippo a non sforzarsi di volare così alto, ma lo esorto a concentrarsi sui reali problemi locali risolvibili, ad alta quota poi l’assenza di ossigeno nell’aria può crea allucinazioni e paranoie.

Simone Dott. Grandi - Consigliere di Maggioranza


26.8.10