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POLITICA LOCALE

POLITICA LOCALE

CONSIDERAZIONI SU STEFANO GRILLANDA DA MARCO MARCHESINI

Cosiderazioni relative al candidato sindaco di destra Stefano Grillanda

Di Marco Machesini

Da quasi cinque anni l’ attuale consesso siede sulle poltrone del consiglio comunale di Berra. Il sottoscritto ormai da dieci, e credo che, in virtù della comprovata esperienza, sia mio dovere condividere alcune riflessioni.

In generale, la politica vive una fase che rasenta il paradosso. Un ciclo in cui l’ immagine diventa santuario dei politici e la televisione il luogo in cui succhiare il nettare delle conoscenze e delle vicende, e dove è possibile dire tutto e il contrario di tutto, dove il contraddittorio è valido anche quando da contraddire non vi è assolutamente nulla. In questo scenario, è possibile trasfigurare la verità in menzogna e la menzogna in assurda verità, trasformare un dato in una opinione o un luogo in una fantasia. Nasce allora la difficoltà dello spettatore televisivo.

Realtà non molto differente, viene rappresentata sui quotidiani. Anche li è arrivato ad intrufolarsi l’ assurdo gioco del affermare il falso e del negare il vero.

Il rispetto del lettore o dello spettatore, è diventato oblio comune. D'altronde la moda e questa, e i giornali e le televisioni devono seguirla.

In questo orribile scenario, si ha la necessità di comunicare con chi vuole conoscere la realtà dei fatti e vuole sapere dove si trova l’ orizzonte del buon senso. Questa anatema, conduce chiunque ad una sorta di sottile senso del percepire, perché solo la percezione può condurre a destinazione. Questo assurdo modo di operare la comunicazione, è arrivato pure ad insinuarsi in quei luoghi in cui la politica era da considerare chiara e concepibile: il governo dei comuni. E mentre si può comprendere che ciò avvenga nei grossi centri, non è facile da capire come sia possibile in quelli piccoli. Berra è un territorio che io considero un piccolo paradiso, nel quale sono nato e cresciuto e nel quale si è sempre riusciti a parlarsi con onestà, rispetto e franchezza. Anche qua, come altrove, non ci si parla più guardandosi negli occhi, ma attraverso mezzi di comunicazione indiretti, che sfruttano l’ anonimato di internet. Mi riferisco precisamente a contenitori di parole come i blog, nei quali vi è la possibilità di offrire alla lettura di chiunque la propria opinione in forma impersonale e nascondendosi dietro a nickname di fantasia. In uno di questi blog, pur nel disorientamento dato da tanti messaggi , mi è balzata immediatamente all’ occhio la richiesta che un cittadino ha voluto rivolgere al consigliere comunale e capogruppo della minoranza Stefano Grillanda. Questo cittadino, si è preso la doverosa licenza di chiedere alcune spiegazioni. Chiedeva delucidazioni sul fatto che non fosse mai stata formulata un minimo di proposta concreta tradotta poi in emendamento ai documenti di bilancio, in modo da individuare una alternativa alle proposte provenienti dalla maggioranza. Senza quel mezzo, individuato anche nel regolamento del consiglio comunale, il tutto rimane esclusivamente "chiacchiera da bar".

Le risposte mi hanno onestamente disorientato. Una domanda precisa prevede una risposta precisa.

Inutile è proporre mille cose se contestualmente non si trova la copertura economica per realizzarle.

Sarebbe come pensare di comprare una casa senza sapere se si ha la capacità economica per acquistarla! Per proporre un emendamento che possa trovare riscontro positivo,si ha il dovere di articolarlo in considerazione delle leggi che vincolano le tenute contabili pubbliche,e,un amministratore che si ritenga tale, deve conoscerle.

Allora, diventa spaventoso il pensiero che può aver fatto un qualsiasi elettore che sulla scheda elettorale abbia deciso di scrivere, ormai 5 anni fa, il nome di Stefano Grillanda.

Si è sostenuto, in quella sede, che la sentenza non venne fornita perché l’ istanza venne formulata da un non ben identificato individuo. Allora, vorrei fare mia quella richiesta.

Caro candidato Sindaco,mi spiega perché non hai mai proposto un emendamento che trasformasse le chiacchiere che normalmente la caratterizzano, in qualcosa che abbia una parvenza di concretezza? E’ perché non conosce il sistema relativo alla tenuta dei conti pubblici? E se così fosse,come può pretendere di diventare primo cittadino?

Vorrei altresì chiederle: perché in qualità di Presidente della Commissione alle attività produttive non ha mai proposto nulla? E ancora: perché quella commissione non è mai stata da lei convocata?

Ora io non mi sono nascosto dietro un nome di fantasia e le chiedo di darmi un minimo di spiegazione rispetto a tanto lassismo e disinteresse. E le chiedo ancora: come può pretendere di essere primo cittadino di un comune che evidentemente non le interessa di governare?

Il suo slogan è: "l’alternativa c’è". Io le dico: se l’alternativa è lei, si salvi chi può.

Marchesini Marco
Consigliere Comunale
Segretario comunale PD

 

 

 


12.4.09