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Serravalle e dintorni...

SERRAVALLE, CASA PROTETTA - LA RISPOSTA DI ERIC ZAGHINI A CGIL E CISL
-  IL SINDACO DI BERRA CHIAMATO IN CAUSA A 13 MESI DAI FATTI -
 


Eric Zaghini

Sorprende, ma chissà perché non più di tanto, che due organizzazioni sindacali come Funzione Pubblica Cgil e Fisascat Cisl abbiano sentito il bisogno di diffondere un comunicato stampa lacunoso, fuorviante e, per certi versi diffamatorio, come quello consegnato in questi giorni alla stampa locale ed avente ad oggetto la vicenda della Casa di Riposo "Dott. A. Capatti" di Serravalle.

Lacunoso, in quanto del tutto privo di riferimenti alla genesi della vicenda, vale a dire la decisione già formalmente assunta prima dell'estate dalla Casa Generalizia, istituto piccole suore sacra famiglia, proprietaria della casa protetta, di cessare per sempre l'attività e chiudere la struttura. Questo è l'antefatto da cui muovere e sottacerlo non rappresenta certo esercizio di onestà intellettuale. In questo quadro, la stessa Casa Generalizia ha informato lo scrivente e tutte le OO.SS che l'unica alternativa possibile alla chiusura sarebbe stata rappresentata dalla cessione dell'attività ad un acquirente già identificato. Senza voler esprimere giudizi di valore sull'operazione (peraltro tutta privatistica) segnalo come, per stessa ammissione della cedente, questa rappresenti l'unica alternativa possibile al licenziamento collettivo di tutto il personale dipendente.

Per pragmatismo, dunque, ho considerato fin da subito questa opzione per quella che appariva: un'opportunità, più che una minaccia. Ma il mio giudizio conta nulla, non essendo io dotato di poteri di ingerenza in una vicenda del tutto privata, circostanza che alle O.O.S.S. pare sfuggire, o paiono volutamente ignorare o sottacere.

Fuorviante, poiché è evidente che le modalità di trasferimento del personale alla nuova società, e con essa il contratto di lavoro applicabile ai dipendenti, sia materia di confronto tra le parti sociali o tuttalpiù materia da contenzioso giuslavoristico e nessuna norma, così come nessuna consuetudine diffusa, contempla l'intervento (rectius: ingerenza) di un sindaco in simili casi. Fare intendere che possa accadere qualcosa di diverso è, appunto, fuorviante.

Diffamatorio, perché mi si dipinge agli occhi dell'opinione pubblica come colui che "strizza l'occhio ad una certa imprenditoria". A parte il fatto che la stessa Direzione Provinciale del Lavoro ha qualificato l'operazione in corso come legittima, le organizzazioni sindacali dovrebbero ben avere presente il contenuto del verbale dell'incontro (l'unico) in DPL del 2 settembre scorso in cui si può leggere che il sottoscritto, intervenuto al tavolo allo scopo di esercitare un tentativo di moral suasion, ha invitato "le parti a trovare un punto di intesa riconoscendo le contrapposte ragioni"; purtroppo però ho dovuto constatare, insieme al funzionario della DPL, che ci si trovava al cospetto di due muri contrapposti, con posizioni inconciliabili. Nessun ammiccamento, da parte mia, nè alle ragioni degli uni, nè a quelle degli altri, consapevole che ci si trova di fronte ad una questione anche giuridica assai complessa cui però le O.O.S.S. paiono voler fornire risposte semplicistiche.

Se poi le organizzazioni sindacali avessero mai voluto chiedermi cosa ne penso della vicenda, avrebbero ottenuto una risposta molto chiara: prima di tutto va difesa l'esistenza stessa dei posti di lavoro, poichè in caso di chiusura della struttura ci troveremmo a difendere i diritti di nessuno; in secondo luogo, ove le organizzazioni dei lavoratori riscontrassero una potenziale lesione dei diritti dei loro rappresentati, bene farebbero ad agire in giudizio per la salvaguardia dei loro interessi. E' una valutazione che lascio ai sindacati, cui non mi sognerei mai di sostituirmi. Gradirei facessero lo stesso, nel doveroso rispetto dei ruoli.

Invece così non è, perché quello che sorprende (ma anche qui, non troppo) è la tempistica della diffusione alla stampa della nota congiunta. Dai fatti narrati sono trascorsi mesi: l'unico incontro avvenuto in mia presenza alla DPL risale al 2 settembre. Davvero i due estensori della nota ci hanno messo più di due mesi per partorirla? No. Non è credibile. Ciò che penso, invece è che i due amici del sindacato, uno dei quali non ho neppure mai avuto il piacere di conoscere, abbiano scelto di usare la vicenda per attaccarmi sul piano politico, a due settimane dal voto per le regionali. Un intervento ad orologeria, in un contesto di forte tensione tra le O.O.S.S., il Governo e il Presidente del Consiglio, nei confronti del loro bersaglio ideale: un candidato del vituperato PD al consiglio regionale, per di più notoriamente tra i più convinti sostenitori del Premier e delle riforme (anche nel campo del diritto del lavoro) da esso intraprese. Questo mi porta a domandarmi se sia corretto, anche dal punto di vista deontologico, usare le ansie, i timori, i travagli interiori dei tanti lavoratori interessati dalla vicenda, per scopi di natura politica, che nulla hanno a che fare con la tutela degli interessi dei loro rappresentati. Sappiano, comunque, che ho avuto ed ho a cuore le sorti della Casa di Riposo di Serravalle e di tutte le piccole e medie aziende del territorio berrese fin dall'inizio del mio mandato, ma mai le ho usate alla ricerca di una facile pubblicità o, peggio, per attaccare un avversario politico.

Eric Zaghini


10.11.14              Hit Counter