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MARCO POZZATI, CHIAMATO IN CAUSA DA VOCE AI CITTADINI, RISPONDE A ZAGHI E CAVALLERETTI

 

In un certo qual modo, sollecitato dalle "dissociate" del gruppo consigliare Voce ai Cittadini, non nego gli episodi da esse citati. Il poco elegante gesto del dito medio fu rivolto ad alcuni membri del loro gruppo, i quali ebbero a proferire offese nei miei confronti durante un intervento politico che richiamava alcuni valori legati ad una situazione di bilancio.

Il giudizio, esclusivamente politico, sull’ex senatore (non si esprimono giudizi personali su chi non si ha il piacere di conoscere), invece, scaturì da quella che lo stesso Stefano Grillanda, su facebook, dichiarava essere una goliardata, una cosa simpatica e alla portata di tutti. Il post incriminato mostrava una foto di Bersani e una scritta "chi lo vota è poco intelligente". Ora, vero che Bersani poteva fare anche meglio dal punto di vista elettorale, ma il 25% degli italiani potrebbe anche ritenersi offeso da un post di questo tipo. Post al quale risposi con giudizi meramente politici su uno dei leader del partito "Fratelli d’Italia", da Stefano sostenuto, che di scelte nel ferrarese, non ne ha azzeccata una. Poteva rimanere uno scambio di vedute tra due persone di opposte fazioni, ma come sempre, con Stefano, i brutti e cattivi sono sempre gli altri. Lui, poverino, viene travisato, lui scrive sempre le cose in buona fede, ingenuamente. Alle "dissociate" del gruppo Voce ai Cittadini che appunto, invocano la buona fede e l’ingenuità anche per quest’ultima infelice uscita, vorrei chiedere dove stia la buona fede nell’invocare lo "sparate ai politici e non ai carabinieri"; l'ingenuità la vedo tutta pure io ma la buona fede? Dico anche che nonostante tutte le mie "cadute" di stile, che non nego e non rinnego, non ho mai invocato gli spari per nessuno, tantomeno per Voi che vi prestate con manifesta difficoltà al difficile esercizio della politica.

A lasciarvi con il cerino in mano, stavolta, sono le richieste di dimissioni che provengono dal Vostro stesso gruppo. Troppo complicato girare la frittata e scaricare il barile della colpa addosso ad altri. I panni sporchi andrebbero sempre lavati in casa, dimensione magari a Voi più consona dove provare ad esprimere qualcosa di più dei mesi di silenzio tombale passati tra i banchi del consiglio comunale.

Detto ciò, credo che Stefano Grillanda in questo momento abbia bisogno di tranquillità; ha ammesso di aver sbagliato, si è prontamente scusato. E’ stato chiamato a fare una scelta, ne è consapevole. Lasciamogli fare quella giusta.

Marco Pozzati


3.5.13