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Serravalle e dintorni...

STEFANO GRILLANDA: UNA "DOVEROSA" RISPOSTA A CAPATTI
(A PROPOSITO DI OMOFOBIA E ALTRO)

 

Per fortuna è arrivato il "doveroso" intervento di Capatti, ora la popolazione del Comune di Berra, può dormire sonni tranquilli. Altroché ascoltare le "confusionarie, confabulanti" dichiarazioni del capogruppo di minoranza Grillanda, che "si arrocca su posizioni di dubbio contenuto culturale, è incompetente e superficiale".

Sarà vero, nei miei otto anni di capogruppo di opposizione, molto spesso ho "glissato" sui grandi temi della politica nazionale o mondiale e mai, dico mai anche se forse Capatti non ci crederà, sono stato invitato a partecipare ad un G8 o ad un G20, quindi ammetto, con un leggero imbarazzo che non sono uno di quelli che decide il destino del mondo. Tanti di quelli che oggi siedono in consiglio, confermeranno che molto spesso mi sono battuto per un lampione che non funzionava, per una buca sulla strada piuttosto che per un segnale stradale mancante o illeggibile, per qualche situazione "delicata" di famiglie bisognose di un aiuto, per tutte quelle piccole cose, che non decidono il destino del mondo, ma che forse tolgono qualche disagio a chi ci ha votato per amministrarli.

Questa è sempre stata quella che ritengo la mia piccola missione che l’essere un componente del consiglio mi permette di fare, più o meno bene, con più o meno successo, ma questo so fare, consapevole dei miei limiti. Per questo un po’ mi "rode", che a criticare quei limiti che sicuramente ho, sia qualcuno che non è per niente in grado di riconoscere i propri. Il mio intervento, condivisibile o meno è stato capito nei contenuti da tutti quelli con i quali ho parlato, me lo sono riletto e continuo a non capire dove sono le parti che al consigliere Capatti non risultano chiare, sarà uno dei suoi limiti.

Sfugge forse al consigliere Capatti, che oramai da diversi anni faccio parte del coordinamento provinciale di un partito, credo di leggere nella mia casella di posta elettronica qualcosa come 10/15 proposte di ordine del giorno o similari al mese, dei più disparati argomenti, ma ho la consapevolezza che alcuni argomenti non sarei minimamente in grado di gestirli, non sarei in grado di risolverli, non potrei far niente perché le mie parole di consigliere di un piccolo comune, influenzino l’opinione pubblica, in particolar modo per argomenti che non siano prettamente locali o di interesse locale.

Questo caro Capatti è quello che voglio continuare a fare, battermi per quello che ho presentato come programma elettorale, ascoltare e discutere dei problemi di cui mi fa partecipe la nostra cittadinanza, e soprattutto proporre quello che so che anche con il mio contributo può migliorare od essere modificato, in cinque parole, quello che serve alla gente. Ora toccherà a te dimostrare quello che da consigliere riuscirai a fare per risolvere o limitare il problema dell’omofobia, fra qualche tempo verrò volentieri con te all’ufficio anagrafe a controllare la situazione degli iscritti al registro delle coppie di fatto, solo dopo valuteremo l’importanza delle tue proposte. Però ti capisco, anzi credimi non avrei nemmeno voluto risponderti, perché capisco che in questo difficile momento politico che stai attraversando avere un po’ di visibilità sugli organi di informazione potrebbe far dimenticare il "voltagabbanismo" che hanno subito i tuoi elettori che ti hanno eletto in rappresentanza di un partito per vederti subito dopo approdare ad un altro. Forse servirà anche a stendere un velo pietoso sull’esperienza di presidente del consiglio all’unione "Terre e Fiumi" a proposito di consapevolezza dei propri limiti. Ma continuiamo così, io dalla mia umile posizione di consigliere di un piccolo comune sconosciuto fuori dai confini provinciali, mi occuperò dei problemi della gente, tu che sei più giovane e più camaleontico cerca di cambiare il mondo.

Grillanda Stefano - Capogruppo di Voce ai Cittadini Berra


9.2.12