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Serravalle e dintorni...

SINDROME "NIMBY" (Not in my back yard) NON NEL MIO CORTILE...
PERCHE' I CITTADINI NON SI FIDANO DELLE ENERGIE "ALTERNATIVE"

 

Egregio direttore, da Sindaco di un Comune della nostra provincia ma prima ancora da cittadino, leggo con sempre maggiore preoccupazione del diffondersi a macchia d'olio su tutto il territorio provinciale della c.d. Sindrome "Nimby", con particolare riferimento alla diffusione di impianti di produzione di energia elettrica mediante biogas.

Occorrerebbe una approfondita analisi sociologica per comprendere a fondo questo fenomeno di repulsione nei confronti di simili iniziative economiche da parte di investitori privati; forse, in parte, può contribuire a spiegarlo la diffusa sfiducia nei confronti delle istituzioni e del governo della cosa pubblica mediante l'attuazione del principio di legalità, attraverso l'applicazione, a garanzia dell'interesse collettivo, di leggi e regolamenti.

Quale sia la eziologia del fenomeno, sono fortemente convinto che non giovi all'economia del territorio provinciale, già priva di grandi slanci innovatori in questo travagliato periodo, un simile atteggiamento ostruzionistico nei confronti di impianti in grado di produrre energia (di cui l'Italia è notoriamente affamata) a basso, praticamente trascurabile impatto ambientale. Il che è paradossale, dopo che la stragrande maggioranza dei cittadini ha optato (giustamente a mio parere) per l'abbandono del nucleare, attraverso lo strumento referendario.

Con un PIL nazionale drammaticamente tendente verso lo zero, non ci possiamo permettere limitazioni di sorta nei confronti della libera iniziativa economica privata. A patto, beninteso, che tale iniziativa rispetti i limiti normativi che regolano la materia. Ebbene, si dà il caso che la normativa vigente, europea ed interna, non solo non osteggi, ma promuova simili impianti, che - è bene rammentarlo - fino alla potenza di un Megawatt sono soggetti esclusivamente a denuncia di inizio attività e perciò stesso liberi, non vincolati al previo assenso di alcun ente pubblico. Pertanto ogni eventuale ostruzionismo teso a ritardare, limitare o evitare la creazione di impianti di questa natura, non trova alcun fondamento normativo.

Ai cittadini, noi amministratori locali, che volontariamente abbiamo scelto di candidarci a governare il territorio, abbiamo il dovere di spiegarlo. Così come abbiamo il dovere di spiegare, rischiando di pagare il prezzo dell'impopolarità, che non possiamo permetterci di ostacolare la libera iniziativa economica, soprattutto in settori - come quello agricolo (che ha scontato negli ultimi anni una preoccupante diminuzione dei ricavi) - chiave per l'economia locale.

A presidio dell'interesse collettivo è posto in via esclusiva il principio di legalità, l'assoggettamento dell'azione amministrativa alle leggi. Fuori da questo campo, costituzionalmente garantito, si entra, pericolosamente, in quello dell'arbitrio. Nel quale, per difendere gli interessi di pochi, si finisce col danneggiare la collettività intera, che ha un disperato bisogno di investimenti privati in grado di contribuire al rilancio dell'economia del nostro Paese.

Eric Zaghini - Sindaco di Berra


10.11.11