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Serravalle e dintorni...

ERIC ZAGHINI: A PROPOSITO DELLE DICHIARAZIONI DEL CONSIGLIERE DI MAGGIORANZA SIMONE GRANDI...

 

«Governare è scegliere. Scegliere strategie, scegliere obiettivi e scegliere le strade per raggiungerli» il sindaco di Berra, Zaghini, ha scelto con cura le parole. Che non sono dure nell'apparenza, ma lo diventano, e tanto, nella sostanza.

«Al di là delle ironie della minoranza, le decisioni del governo praticamente ci impediscono di scegliere con libertà. Da parte nostra ce la mettiamo tutta per andare incontro alle attività produttive, ai bisogni dei cittadini ed allo stesso tempo per mantenere il nostro impegno e realizzare il programma di mandato, in termini di ambiente, sicurezza, welfare».

«Arriviamo alla chiusura di un bilancio difficilissimo e da un consigliere, Grandi, eletto nelle liste di Sviluppo e solidarietà, che mi ha appoggiato, arriva il voto contrario».

«Grandi – continua Zaghini - è un uomo di parola, che, nonostante i dubbi, ha lealmente appoggiato la lista in campagna elettorale e , una volta eletto, nonostante il disaccordo ha mantenuto il posto in consiglio, per fare da portavoce ai suoi elettori. Poi, perché è indubbio che sia uomo d'onore, ha orgogliosamente rivendicato di aver scritto materialmente brani importanti del programma. Dello stesso programma che stiamo cercando di portare avanti nonostante le terribili difficoltà. Ma evidentemente, come appare dalle dichiarazioni alla stampa, non ci crede in grado di realizzare il documento programmatico che anche lui ha contribuito a scrivere. Ci accusa di creare uno spezzatino di tutti i servizi, da svendere chissà dove, o ad un'Unione che anche lui ha contribuito a creare nel momento della genesi politica, salvo non approvare la scelta in consiglio. Ma si può cambiare idea. Lui lo ha già fatto diverse volte. E nessuno lo accusi: si tratta, lo ha ribadito lui stesso alla stampa quando ha deciso di non dimettersi dal consiglio nonostante tutti tramassero contro di lui, di un galantuomo, con un così alto senso dell'onore da ritenersi unico in quel contesto politico. Inspiegabilmente però, a conclusione del suo ragionamento, porta ad esempio dei servizi che funzionano (perché, nonostante l'onore, l'evidenza non si può negare). Peccato siano servizi, come quelli in campo sociale a cura dell'ASSP, che sono la quintessenza dell'Unione. Ci spieghi: non concorda con il fatto che ci sono tanti servizi che debbono (sì, debbono) essere condotti in forma di unione? Ha paura di smarrire la propria identità territoriale? Ricordo a tutti, Grandi incluso, che si trasferiscono le funzioni all'Unione ma i servizi rimangono sul territorio. Quello che interessa a me è fornire ai cittadini servizi efficienti al minor costo possibile. Indipendentemente che li svolga il comune o l'Unione dei comuni. Evidentemente i nostri obiettivi non coincidono. Soprattutto a partire dal momento della sua mancata riconferma nella compagine di giunta».

Eric Zaghini


25/11/2016