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Serravalle e dintorni...

INTERVENTI

INTERVENTI

 

Egregio presidente dell'Ente Palio.../2 :la risposta di un libero cittadino

Venerdì 2 Aprile 2004

Ho letto con interesse l’articolo di Deri Broggio, dalle coloriture paternalistiche, che mi ha colpito per l’inaspettata inadeguatezza contestuale… Si rivela infatti una "riposta" completamente a-testuale.

Nel mio precedente articolo avevo fatto notare che come tra le fila dell’attuale Amministrazione Comunale possono esserci viaggiatori della politica, anche tra quelle di Progetto Comune ce ne sono. Ognuno, in un certo senso, ha i proprio scheletri nell’armadio.

Ma mi chiedo allora (ed era anche la sottile domanda a cui avrei dovuto ricevere risposta): se entrambi gli schieramenti contano al loro interno questi viaggiatori, che necessità aveva Odette Piola di polemizzare al riguardo? Avrebbe dovuto tacere. Perché sembra quasi che si cerchi l’appiglio per scatenare capricciose provocazioni inutili. Se ogni coalizione ha questi risaputi scheletri nell’armadio, anche Progetto Comune non dovrebbe insegnare lezioni di morale a destra e a manca.

L’articolo di Deri non ha palesemente centrato l’obiettivo, quindi. Ha più il sapore di una giustificazione personale ad un viaggio politico. Ma ai lettori con buona probabilità non interessa certo leggere le giustificazioni personali dei viaggiatori politici (lo stesso Deri ha sottolineato: "I "viaggiatori" della politica per quanto mi riguarda li giudicano i cittadini elettori"…e aggiungo: è vero), quanto d’altro canto potersi veder chiarito, delineato perché un gruppo che al suo interno annovera viaggiatori vada a ribadire che anche sull’altro fronte ve ne sono.

Del resto, Deri sembra quasi legittimare le trasferte affermando: "Io dico sempre: ragazzi teniamo famiglia, figli, lavoro; dai il mondo va cosi da sempre!!. Lo dico per farmi coraggio, però: IO SCELGO."

Ed io affermo: Delta Azzurro non doveva scrivere quelle due righe sull’alpitour politico, se il mondo va così da sempre (e non mi si venga a parlottare del Compromesso Storico…sempre viaggio è!).

Non era neppure necessario riportarmi uno stralcio di storia del territorio comunale di Berra. In casa ho un papà che di queste cose mi ha gentilmente riempito il cranio, e volentieri me lo son fatto riempire. Ma non ci vogliono i papà "storici" per sapere.

Basta un libro, ad esempio, basta l’intelligenza e la volontà di sapere, basta saper amare la propria terra, per venire a conoscenza di fatti storici, personalità, momenti importanti legati al nostro territorio.

E se la storia davvero servisse a qualcosa e non fosse meramente sfruttata per mettere in atto speciali sermoni giustificatori e frivoli insegnamenti paventando chissà quali conseguenze dalle parole di un giovane, a ragion veduta ci si batterebbe su ogni fronte per difendere le proprie radici storiche e i legami che con esse abbiamo nell’odierno. A questo serve inoltre la storia: a proteggere ciò che di concreto essa ci ha lasciato: Villa Giglioli, ad esempio, che è lasciata nelle mani di "Pit Bell e Pit Fù", il naturale Parco del Delta, neppure segnato su rilevanti cartine che ci vogliono parlare del Grande Fiume, dei Vini e dei Sapori, e tutti quei resti materiali che tracciano il confine tra il noi attuale e il noi storico. Questo significa la storia nella pratica.

Si delinea invece tra le parole di Broggio quasi la cognizione amaramente egocentrica della storia, calpestata per esser rimodellata alle esigenze del singolo e non della collettività. Ma non solo l’amico Deri soffre di questo improprio utilizzo della storia. Molte persone (non solo i politicanti, credetemi, cari lettori, e traetene insegnamento!) plasmano gli eventi storici, e li adattano alle proprie necessità, vuoi per giustificare un gesto, vuoi per sostenere una propria opinione.

Il trucco sta nel distorcere sottilmente gli eventi, e cospargere il tutto con una buona dose di dialettica, tanto che il ricevente solo più tardi si accorge di essersi fatto ingannare o di aver bevuto la storiella senza dir "bau".

Afferma un mio amico: "E’ tempo che muti la marea". E’ vero: ce n’è bisogno.

Per quanto concerne la vergogna e la paura, i due fatti principali che Deri riporta a seguito della decisione di un libero cittadino di pensarla a suo modo, e di decidere altrettanto alla sua maniera, ho da precisare due cose.

 

  1. Ci sono persone che la vergogna dell’essere democristiani hanno avuto la forza di affrontarla "a piè giunti", ma altrettanto vergognosamente sono stati annullati da chi era loro vicino, come quando si butta un file nel cestino di Windows e si seleziona: elimina, noncuranti che probabilmente si è eliminato l’unico dato buono dell’hard disk. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
  2. I miei "vecchi" non hanno avuto la paura di cui Deri scrive, altri forse sì. I "miei vecchi" hanno sempre portato avanti il loro pensiero, le loro ideologie, anche nei periodi di "terrore politico" nel Comune di Berra. Significa coerenza , significa onestà verso sé stessi e verso l’opinione pubblica. Dice un politico dei nostri giorni: "il tempo è gentiluomo". E per chi è rimasto pressoché sugli stessi binari, il tempo è stato gentiluomo e continua ad esser tale. Inviterei cordialmente inoltre l’amico Deri a non ricollegare mai più situazioni ed eventi storico-sociali al sottoscritto ed alla sua famiglia, dal momento che la sfera privata ed affettiva sono ciò che di più intimo una persona possa portare con sé. I predicozzi nascosti sotto la falsa chiacchierata amichevole che consigliano confronti coi famigliari non sortiscono alcun effetto se non quello repellente di pensare che non sussistendo giustificate motivazioni per alleggerire le affermazioni di Odette, non si possa usare altro che "colpire" la sfera affettiva del ricevente (ovvero del sottoscritto). Questo è immorale, ingiustificato, non corretto ed erroneo sotto tutti i punti di vista.

Chiarisco altre due cose: la mia risposta a Odette Piola è stata così tempestiva perché ho avuto modo di leggere l’articolo durante il Consiglio Comunale dell’11 marzo (forse sulla data mi sbaglio di un giorno in meno), a cui ho partecipato con alcuni amici perché interessato alla presentazione del bilancio 2004. In secondo luogo, questa risposta così tempestiva non faccia dubitare nessuno, perché se ora ho scritto a Progetto Comune, domani potrei scrivere tranquillamente all’altra coalizione. In quanto cittadino libero del Comune di Berra, mi sento in dovere di esprimere la mia opinione e le mie precisazioni indistintamente a quella ed a quell’altra bandiera. Chi poi vuole filosofeggiare su quale colore politico il sottoscritto porti nel cuore, lo faccia pure. Ma anticipo che perde il suo tempo, eccome lo perde! Anziché sprecarlo in questo modo, si impegni a fondo per raggiungere i propri obiettivi e per mantenere le promesse fatte alla popolazione.

Le stesse liste civiche si fanno forti di poter accogliere al loro interno persone con ideologie differenti: tanto si deve lavorare tutti insieme per il luogo in cui si vive. Allora ripeto: di che dubitare, di che riflettere? Che io sia giallo, rosso, verde o blu, che importa ai fini di un dibattito? Questo non è rilevante.

L’importante è riflettere sul fatto che anche tra i giovani c’è qualcuno che cerca di smuovere e scavare sotto lo stratificato, quasi calcificato e peloso humus sociale-politico, perché vuole essere convinto che il simbolo a cui apporrà una crocetta all’ora delle elezioni, sia riflesso di persone che ogni punto di ogni loro O.d.G. lo introducano con: "dato che amiamo il nostro territorio e la nostra gente, pensiamo a…".

Ma ahimè, è QUASI utopico quello che affermo. Io so, cari lettori e cari compaesani, che andremo a votare il male minore! Voi lo sapete?

Concludo.

Dato che, almeno io, mi ritengo un cittadino libero, sottoscrivo tutto ciò che ho redatto, senza vergogna e senza paura, senza aspettare una eventuale risposta al mio perché iniziale, che non deve arrivarmi necessariamente da chi si sente colpito in pieno da ciò che scrivo, e che spero possa essere un poco più precisa di quella di Deri.

Concludo invitando tutti i lettori a farsi un giro a Villa Giglioli mentre si riflette sul mio articolo. Se non si fa qualcosa per quel posto, là va tutto in rovina. Che bello veder consumarsi ogni giorno che passa quelle mura. Che bello entrare nella Cappella e veder rubate le acquasantiere, o ancora veder disegnati i baffi sul viso della Madonnina posta sull’altare. Che bello constatare che i soldi investiti da chi aveva in concessione fino a poco tempo fa quella villa sono serviti per un Bed & Breakfast "utilissimo" (!?!) direi, anziché nell’investimento per una almeno parziale E DURATURA "ristrutturazione" della Villa…che non significa piantare prese nel muro rovinando le già consunte pitture, che non significa investire in un laboratorio di ceramiche utilizzato pochissimo e ora frequentato nella notte da scalmanati ed in buona sostanza da drogati.

Cordiali saluti.

Alessandro Raminelli
Un libero cittadino.

(2.4.04)

Egregio presidente dell'Ente Palio...

Egregio Presidente Ente Palio Serraravale,                               Serravalle 20/03/04
Caro Alessandro,
ti scrivo ... di Deri Broggio

Raccolgo con un certo ritardo l'invito che facevi ai guestbookrs ( Signica forse navigatori ??) di  SerravalleWeb perché questo sito diventi "anche" uno strumento di dibattito di confronto, ecc, ecc. delle problematiche che una comunità deve sempre affrontare.
Nella Tua ai voluto affrontare due temi: la libertà, e i giovani.
Converrai con me che con una lettera non è possibile dettagliare approfonditamente il proprio pensiero, faccio quindi ammenda con Te e con i lettori per le inevitabili incomprensioni.
Dici di essere un libero cittadino in una comunità di liberi cittadini?
Dici di astenerti da un giudizio di merito sul mio schieramento politico e su quello dei miei avversari per la carica che oggi ricopri?
Sono d'accordo con Te, non è corretto, né etico, né deontologico nei confronti dei tuoi meravigliosi associati che il Presidente dell'Ente Palio di Serravalle si schieri politicamente o per Roberto Contatto, o per Cristiano Capisani .
Detta questa ovvietà, però io un idea me la sono fatta, così spero i lettori della Tua lettera, e parafrasando il Senatore Giulio Andreotti: A pensar male si fa peccato, però spesso si vedono le cose per quelle che sono. E certo è sospetta la tua tempestività nel rispondere guarda caso al Presidente del "Club Forza Italia Delta Azzurro" a cui io appartengo, che ti ricordo essere la persona che insieme a tanti amici si è fatta carico di rappresentare l'opposizione in questo Comune.
I "viaggiatori" della politica per quanto mi riguarda li giudicano i cittadini elettori, per questo io aspetto ansioso e fiducioso le prossime elezioni Amministrative del 12-13 Giugno 04 per vedere il giudizio che daranno ai Consiglieri all'attuale opposizione, passati TUTTI tranne Florio Vincenzi con l'attuale maggioranza.
Ma vorrei ora esporti un quesito-domanda, Tu credi che Noi cittadini di Berra siamo stati e siamo tuttora veramente liberi di godere del nostro libero arbitrio?
Io credo di NO. Questo delicato e fragile territorio che l'uomo con la sua tecnologia ha strappato alle acque, rendendo il terreno fertile, lo stesso uomo non è qui riuscito a costruire una società di: liberi ed uguali.
Prima i latifondisti, non c'erano alternative per la stragrande maggioranza dei nostri nonni, o, con il cappello in mano a chiedere il favore di vivere ai padroni, o l'emigrazione in altri continenti.
Poi il fascismo, che per me ha fatto tanto in opere pubbliche, ma come tutte le dittature ha omologato il pensiero comune, rendendoci ancora più piatti del territorio su cui viviamo.
Dal dopoguerra ad oggi; VIVA LA LIBERTA', quanti manifesti ho letto con questa frase sui manifesti del Partito Comunista Italiano e tante volte anche sul mio indimenticato  P.S.I.; i partiti che per intenderci ci hanno sempre governato e a cui anch'io ho dato tempo, passione e denaro.
Sono un pentito politico? NO. Ero solo un conservatore politico, ero schiavo della mia ideologia.
Con la mia esperienza personale voglio introdurre un elemento di riflessione per tutti i lettori, quando avevo la Tua età mi sono iscritto al P.S.D.I ideologia che non ho mai cambiato anche quando ho militato per ventanni nel P.S.I di Bettino Craxi che ancora considero mio zio acquisito, un nostro concittadino che con me non aveva mai avuto rapporti personali ed era allora un militante del P.C.I mi affrontò chiedendomi conto della mia decisione, vista la mia risposta molto, molto decisa, la cosa finì lì. Incominciò subito nei miei confronti una propaganda non proprio favorevole, ero diventato una testa calda, lo avevo fatto per interesse, persone che prima mi erano care diventarono improvvisamente fredde, potrei continuare.
Sono convinto che la maggioranza dei nostri concittadini non sia libera, perché ogni loro atto, decisione, presa di posizione, deve passare per due fatti principali:
 la vergogna, che ci condiziona l'animo. Da noi quando avevo la Tua età, essere democristiani non voleva dire solo avere coraggio, ma essere presi per i fondelli tutte le volte che si parlava di politica, e non solo!!
La paura, tu provieni da una famiglia i cui componenti anziani hanno vissuto sulla loro pelle la scelta della propria libertà. Confronta con loro quanto affermo in questa mia, era difficile quasi impossibile, per chi era non era omologato sull'ideologia ancora imperante accedere a certi posti di lavoro, Comune, Provincia, ecc. so che è un'affermazione pesante smentita da tanti colleghi che vi lavorano come me, ma io guardo ai grossi numeri, Alessandro l'eccezione non fa la regola.
Oggi la situazione non è cambiata se persone che fino all'ultimo si erano schierate con Noi di Progetto Comune e che dopo un colloquio con il nostro Sindaco hanno cambiato seduta sante opinione, e non è un singolo caso. Io dico sempre: ragazzi teniamo famiglia, figli, lavoro;  dai il mondo va cosi da sempre!!.
Lo dico per farmi coraggio, però: IO SCELGO.
Chiudo sui giovani, con la stima e l'affetto che nutro per il lavoro che stoicamente stai portando avanti, ti invito a guardarli nella loro maggioranza, sono sani, e sono quelli che tanto ti ammirano e per questo ti hanno scelto.
Nel salutarti, rinnovo facendomi interprete anche del Tuo pensiero l';invito a TUTTI i navigatori di dire la loro, che Io ho detto la mia.
Cordiali saluti                       
Dott. Deri Broggio 

(20.3.04)

Raminelli risponde a Piola

Lettera di Alessandro Raminelli (Presidente Ente Palio Serravalle)
in risposta alla Lettera di Odette Piola sul recente numero de "La Città"

Delta Azzurro, tramite il Presidente Odette Piola, si fa portavoce di alcune polemiche concernenti l’operato dell’attuale amministrazione comunale. Ho letto con interesse quelle righe; le critiche sono sempre ben accette e penso che la locale amministrazione si muoverà al più presto per dare risposta agli interrogativi mossi da Odette.

Ma ci sono due punti che desidererei affrontare e verso i quali vorrei muovere alcune critiche.

Il primo, da libero cittadino; il secondo invece nella qualità di Presidente dell’Ente Palio.

Primo punto: leggo l’articolo che ho sottomano e riporto "(…) visto che le dimensioni del nostro territorio e della nostra popolazione non consentono ai "viaggiatori" della politica di spostarsi da una parte all’altra senza essere scoperti. Così come non consentono di passare inosservati, quando, dopo aver militato attivamente nelle fila del centro-destra, si passa ad occupare posizioni di rilievo all’interno della sinistra". Non solo tra le fila dell’odierna Amministrazione ci sono "viaggiatori" che hanno compiuto il tipo di gita sopra descritta. Vorrei ricordare all’amica Odette ed a quanti avessero modo di leggere questa mia, che anche tra le fila dell’attuale lista "Progetto Comune" ci sono persone che dopo aver militato attivamente nelle fila del centro e centro-destra, hanno occupato posizioni di rilievo all’interno della sinistra.

Penso sia giusto quindi soppesare attentamente ciò che si scrive. E quando nell’articolo trovo scritto che i nostri concittadini non sono né ciechi, né babbei, e sono perfettamente in grado di valutare quello che è stato fatto, a ragione dico: è vero, non siamo né ciechi, né babbei!

Bisogna stare attenti a fare certe affermazioni, perché a volte possono essere una micidiale arma a doppio taglio.

…L’avete pensato, vero? Avete pensato che stia difendendo l’Amministrazione del momento, vero? E’ diventato quasi un Pensiero Comune che certa gente si metta a difendere l’Amministrazione Capisani…

E invece no!

Ho esaminato in maniera analitica ed oggettiva quanto scritto tra quelle righe, e come l’ho fatto io, sono certo che l’avranno fatto molti altri lettori.

Chiuso il punto primo, passo al secondo, mi metto nelle vesti del Presidente del Palio di Serravalle e faccio subito una bella domanda: come si può parlare di dare locali ai giovani di Serravalle quando i giovani di Serravalle, detta come va detta, all’attuale stato di fatto delle cose non se li meritano a priori?

Non posso dilungarmi nella risposta, per motivi di tempo e di spazio. Invito d’altro canto a leggere necessariamente l’articolo I giovani di Serravalle sono davvero senza spazi? lasciato dal sottoscritto su SerravalleWeb.

Ci terrei ugualmente a sottolineare anche in questa sede perché a parer mio i giovani di Serravalle NON dovrebbero ricevere uno spazio funzionale. Da dieci anni faccio parte del Palio, da due (compreso l’anno corrente) ho carica di Presidente. Il mio tempo lo passo coi giovani (ma sono giovane anch’io…) almeno tutta l’estate. Il laboratorio del Palio e quindi la Parrocchia sono gli unici punti di ritrovo e ricreativi funzionali che si hanno a Serravalle. Chiunque mi conosce sa che ai giovani non facenti parte strettamente del Palio è lasciata la massima libertà nel frequentare i nostri locali, cosa che io stesso promuovo. Noi del Palio non siamo una cerchia chiusa che ha la mente solo a quei quattro giorni di manifestazione estiva. Siamo consapevoli della carenza di spazi, e siamo convinti che quelli che si hanno debbano essere utilizzati da tutti.

Tuttavia capita che il buon senso e la buona educazione, il vivere civilmente e in armonia, siano soppiantati da incuria, maleducazione, sgarbataggine ed arroganza da parte di quei stessi giovani che tanto acclamano spazi funzionali. Ma fatemi il piacere, giovani!

Capita che i locali usati siano lasciati a sé stessi, e che ai responsabili tocchi ripulire, riassettare. E non una volta soltanto, credetemi.

Inviterei quanti tra tutti i candidati a questo ed a quello si fanno portavoce dei problemi giovanili, di passare una giornata come la passa il direttivo del Palio, in estate. Pulizia serale di campo parrocchiale, riassetto dell’intero laboratorio, cartacce, cicche di sigaretta, carte della merenda lasciate a sé stesse sul pavimento. Muri sporchi, disordine, ma anche disobbedienza e scurrilità.

Sono convinto al mille per mille che anche a queste persone passerebbe la voglia di farsi portavoce dei giovani di Serravalle. Perché è così, cari lettori: i giovani di Serravalle non si meritano spazi funzionali. Che necessità ha un’Amministrazione Comunale ad investire in spazi di ricreazione giovanile, quando la gioventù interessata è la prima ad imbrattare l’area di verde pubblico, a lanciare bottiglie di vetro sullo stesso cemento sul quale passano innocenti pulcini col proprio triciclo? Che fiducia può dare una tale scapestrata gioventù?

Lo so, sembro totalizzante, ed invero non tutti i giovani sono così, tuttavia sono così tanti che mai. Tant’è.

E non mi si venga a parlare di sensibilizzazione. Sono discorsi campati per aria, cari lettori. La sensibilizzazione giovanile c’è chi cerca di attuarla da anni, con risultati disdicevoli.

Per questo prego quanti mi vengono a scrivere che ai giovani non è dato spazio -non mi riferisco solamente alla portavoce di Forza Italia, ma a tutti i guestbookers di SerravalleWeb, ed a tutti coloro che la pensano in questo modo- di esaminare bene la situazione.

…E la situazione che sembra così lontana e difficile, cari lettori, per chi come noi del Palio tra i giovani vive da anni, (ed è tuttora giovane) è così facilmente attuabile che neppure ve l’immaginate. Noi possiamo assicurarvi che risolvere questo problema (e mi verrebbe da chiedere a qualcuno: potresti specificarmi secondo te quale è il problema?) è relativamente semplice.

Solo un suggerimento a chi vorrà farsi carico di risolverlo: il giovane rimanga giovane, ma l’adulto ritorni giovane.

Approfitto dell’occasione per invitare quanti fanno parte di questa e quell’altra lista di non perdersi il prossimo numero (in uscita per Pasqua) di Pianeta Giovani, il giornale d’informazione parrocchiale, perché in quella sede avrete modo di leggere un’interessantissimo articolo a riguardo del disagio giovanile sul territorio del Comune di Berra, articolo costruito in vista delle vicine elezioni comunali.

Disponibile a qualsiasi chiarimento, porgo cordiali saluti.

Presidente EPS -  Alessandro Raminelli

(12.3.04)