Serravalle e dintorni...

INTERVENTI

INTERVENTI

 

Anche stasera ho suonato...

Mercoledý 26 luglio 2006.

Questa sera ho suonato. Ancora una volta, ho suonato in piazza a Serravalle.
Non so se mi volevano, non so se ho fatto bene. Ma l'ho fatto.
E non l'ho fatto per l'Ente Palio. Ben intesi.
E non l'ho fatto per gloria personale. Ben intesi, lungi da me la
volontÓ di impormi in una realtÓ che non Ŕ pi¨ mia, che non sento pi¨.
E non l'ho fatto perchŔ mi piace suonare. Ben intesi. Ho la possibilitÓ
di suonare in posti abbondantemente pi¨ professionalizzanti e meno
"limati" (non "limitati") del nostro ente.
Volevo farlo, e l'ho fatto. Ho incontrato critiche, dalle persone pi¨
vicine, ai conoscenti meno stretti, che hanno storto il naso quando
hanno saputo della mia decisione.
Ma l'ho fatto. E non me ne pento. Ho suonato, nel ricordo di un Palio
che Ŕ stato spezzato nell'anima e nello spirito. Che per volontÓ di
molti Ŕ caduto in uno dei baratri maggiormente profondi della storia di
un ente paesano.
Ho suonato, si.
Ho suonato per mio padre.
Ho suonato per Luca e per Marco.
Ho suonato per il mio unico maestro di timpani, Giampiero.
Ho suonato per quelli che hanno lavorato disinteressatamente, lungo gli
anni, per costruire un Palio pulito e facoltoso.
Ho suonato per quelle persone che, senza pretendere, hanno dato tanto
all'Ente.
Ho suonato per quanti credono che ancora si possa crescere in armonia.
Ho suonato per un gruppo di musici che, a distanza di tre anni Ŕ
riuscito a ritrovarsi e divertirsi, al di lÓ di tutte le bagarre sociali.
Ho suonato per quelle persone che, avvicinandomi, la prima sera di Palio
mi hanno detto: "sono commosso".
Ho suonato per quanti hanno sofferto in silenzio, composti, per quanto
successo all'Ente nei due anni passati.
Ho suonato per chi mi ha teso la mano nel momento dello sconforto.
Ho suonato per chi ha preso le mie difese nel momento del bisogno.
Ho suonato per quell'amico che mi ha sempre ascoltato pazientemente, e
che mi Ŕ sempre rimasto accanto, sempre. Con lui sono cresciuto, a lui
devo tanta ricchezza di bei ricordi, che non dimenticher˛ mai.
Ho suonato per quella persona che, ridendo e scherzando, ha sempre
seguito quanto proponevo. Con lui ho passato momenti bellissimi.
Ho suonato per quanti, leggendo queste mie righe, troveranno la forza
per impegnarsi a fare sempre di meglio per il nostro paese.
Ho suonato per quanti hanno creduto in me e per quanti invece non
l'hanno fatto.
Ho suonato per quell'emozione che neppure alle Bandiere Estensi si prova.
Ho suonato per quegli strumenti, costruiti per l'Ente Palio, che nati
dalle mani mie e degli amici miei, hanno suonato per tutti noi durante
le sere di Palio di tutti questi anni.
Ho suonato per il "Palio PutanÓr", cosý benevolmente detto per la marea
di giovani che lo componevano, che si divertivano assieme, ma che in
piazza facevano invidia a Palii di gran lunga pi¨ importanti.
Ho suonato per quanti non possono pi¨ vedere il Palio da vicino.
Ho suonato per quanti, contribuendo, credevano nel contributo che
elargivano.
Ho suonato, si. Questa volta per l'ultima volta.

E in me non c'Ŕ rancore, follia, polemica, assolutamente. C'Ŕ il bel
ricordo di un Palio che per tredici anni mi ha tenuto compagnia, dai
banchi di scuola, alle serate al pub, al bar, al mare, a pensare e a far
progetti tutti assieme.

Pu˛ sembrare strano, ma per tutto questo ho suonato.

E non mi vergogno di nulla di ci˛ che ho scritto. E' la veritÓ, e la
sento mia.

Alessandro Raminelli.

(27.7.06)