Serravalle e dintorni...

EVENTI

 

SERRAVALLE: TAVOLA ROTONDA SUL VOLONTARIATO

 

don Giorgio e don Leonardo conversano con don Valenti

In attesa di cominciare

Una parte del pubblico presente

Don Paolo Valenti e Don Leonardo Baccelle

Ancora un attimo...

Serravalle: Mercoledì 20 novembre ore 21.00 in sala parrocchiale si è svolta un tavola rotonda dal titolo "Volontariato: dove? come? quando?". E' presente Don Paolo Valenti, responsabile diocesano e regionale della Caritas, oltre a don Giorgio Caon parroco di Serravalle, don Leonardo Baccelle parroco di Berra.

Davanti ad una discreta presenza di pubblico don Paolo ha illustrato il mondo del Volontariato e quello della Caritas in particolare. "Non è facile fare volontariato – ha detto don Paolo – molto spesso si parla di volontariato in modo sbagliato. Non basta dare agli altri per fare volontariato, bisogna farlo con criteri ben precisi. Fare assistenza agli anziani in un luogo dove questa presenza è già esistente non vuol dire fare volontariato, sia essa presente già come volontariato che come attività svolta dalle istituzioni. Va detto che prima bisogna studiare attentamente le necessità del posto e poi partire con intenzioni mirate". "Una sovrapposizione di intenti – ha proseguito don Paolo – non significa fare volontariato. Presumere di fare volontariato meglio di altri: non significa fare volontariato. Il Volontariato ha bisogno di sinergie, di forze diverse ma legate tra loro. Noi, alla Caritas, non siamo in grado di soddisfare tutte le esigenze, soprattutto quelle specifiche, ed allora indirizziamo i bisognosi verso le giuste mete". Ma la cosa che ha maggiormente colpito:" Riversare gli indumenti nelle apposite cassette della Caritas non significa fare beneficenza, ma semplicemente disfarsi di cose che a noi non servono più". Partendo dagli interventi don Paolo ha spiegato le difficoltà del mondo del Volontariato, la crisi, per mancanza di veri valori, che stà attraversando il mondo del volontariato, per concludere con l’organizzazione della Caritas della diocesi di Ferrara. Non è sfuggito comunque il fatto legale. "Io non mi sentirei – ha concluso don Paolo – per la mia fede, per il mio modo di pensare e di essere, di rifiutare aiuto ad un extracomunitario non in piena sintonia con la legge. La mia fede cristiana mi "impone" di dare aiuto anche a queste persone". Una bella serata, svolta all’interno della più ampia manifestazione della "Settimana del Ringraziamento".
(M.B.)


venerdì 25 novembre 2016