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FUSIONE BERRA-RO, TROPPA POLITICA INQUINA IL REFERENDUM

 

 
Berra. Si fa sempre più aspra la discussione sulla fusione tra i comuni di Ro e Berra: in paese non si parla d'altro, soprattutto dopo che l'ultimo incontro del Comitato per il SI è stato rinviato, un rinvio dettato da impegni da parte di alcuni componenti del comitato stesso ma che per altri, i più scettici a questa fusione, rappresenta un rinvio tattico.

Troppa politica è entrata in campo in questa discussione che doveva essere solamente ed esclusivamente referendaria. Ed allora ecco che il tutto fa sembrare un rinvio arrivato tanto per calmare un po’ le acque.

Per alcuni questo incontro addirittura non si farà mai più, perché la troppa politica sta rovinando quello che doveva essere un referendum. I quattro sindaci promotori del Comitato per il SI non si sbilanciano e quindi partono le indiscrezioni, che fino a questo momento si sono poi rese veritiere.

Diego Cavallina, Cristiano Capisani, Filippo Parisini e Francesco Aguiari rappresentano la vecchia politica, quella di sinistra, anche se quest’ultimo al tempo di sindaco era tra le file dei Socialisti (con i comunisti all’opposizione), e fanno pensare ad una mobilitazione di parte.

Non è dello stesso parere il Leghista (senza tessera) e oppositore in consiglio comunale a Berra Stefano Bigoni. “Qualcuno sta strumentalizzando oltremodo questo referendum. Ribadisco che qui stiamo lavorando per una fusione, che ci porterà molti vantaggi e non solo quello economici”.

Ma sulla lista unica, tanto acclamata dai cittadini intervenuti all’ultima assemblea, Bigoni è lapidario: ”La lista unica non rientra nel mio modo di vedere, nei miei programmi”.

Ed allora si pensa già alla fase successiva, quella già preventivata dal Comitato per il SI: un incontro pubblico con alcuni esponenti di comuni che già sono arrivati alla fusione, ad esempio Fiscaglia, per cercare di capirne di più. O addirittura con rappresentanti della Regione, che seguono la fusione.

A questo punto dovrebbe essere l’ex presidente della provincia e consigliere regionale Marcella Zappaterra, nominata a seguire da vicino la fusione in questione. Ma in questo caso la cosa diventerebbe ancor più politicizzata: quattro ex sindaci Pd affiancati da un componente del Pd. 

“Più politica di così si muore – è il commento degli scettici – non dite che è un referendum”.

Ma anche il comitato per il Si ci va cauto: quando il tutto si butta in politica le cose possono peggiorare notevolmente e la storia recente lo insegna.

(d.m.b.)


9.6.18