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COLOGNA, FUSIONE TRA RO E BERRA: ISTRUZIONI PER L'USO
- L'INTERVENTO DI ERIC ZAGHINI -

 

Il sindaco di Berra Eric Zaghini
Cologna. (dall'inviato Luciano Cicoria) Un contributo all'assemblea del Comitato per il SI è stata data dal Sindaco di Berra Eric Zaghini, dove ha ribadito le motivazioni del perchè questa fusione si deve fare, che va oltre il contributo economico.

"In questi ultimi anni abbiamo dovuto fare i conti con dei bilanci ridicoli - ha spiegato Zaghini - basta pensare che quest'anno la nostra capacità di investimenti è di 20mila euro: una minuzia se si pensa che gli ex sindaci qui seduti (riferendosi ai sindaci predecessori) avevano a disposizione somme di 20/30 volte superiori".

Ma questi contributi possono avere anche una valenza superiore, e per farlo capire ha fatto un esempio: "A fronte di un investimento finanziato dallo satato all'80% dobbiamo rinunciare perchè non abbiamo a disposizione il 20% a nostro carico. In caso di fusione tutto questo non succederà perchè i fondi ci saranno. E' evidente quindi che questi contributi avranno una valenza superiore".

Il Sindaco ha portato anche qualche delucidazione tecnica. “La nascita del nuovo comune non porterà cambiamenti o stravolgimenti ai cittadini. Ad esempio il documento di riconoscimento (carta d’identità) rimarrà tale e quale ad ora e verrà aggiornato solamente alla sua scadenza”.

Poi c’è il problema delle vie. “Per quanto riguarda il doppio nome delle vie – ha precisato Zaghini – sarà compito e premura di chi scrive l’indirizzo di dichiarare sulle missive e simili anche il nome della vecchia località, per poter distinguere le vie con lo stesso nome. E’ comunque auspicabile, ma sarà il compito di chi guiderà il nuovo comune, predisporre un lavoro di rinomina delle stesse, in modo da non avere doppioni ed evitare facili errori”.

Per ultimo ma non ultimo, è riemerso ancora una volta il nome del nuovo comune, di come si chiamerà. “Nella delibera inviata alla regione – ha spiegato il Sindaco - sono stati indicati i due nomi proposti, Lavezzola e Riva del Po, per ovvie ragioni storiche e di collocazione geografica. Inserire ora altri nomi diventerebbe difficile in quanto i tempi sono ristretti e ogni altra iniziativa per trovarne altri arriverebbe fuori tempo”.

E’ così deciso quindi che sulla scheda referendaria, oltre ai due fatidici SI e NO, l’elettore troverà da scegliere tra questi due nomi.


27.5.18