Serravalle e dintorni...

COLOGNA, SI ALLA FUSIONE TRA BERRA E RO
- VOCI DI DISSENSO MA NESSUNO A SOSTENERLE -

 

 

 

 

 
Cologna. (dall'inviato Luciano Cicoria) Si è svolta venerdì sera (25 maggio) a Cologna la seconda delle tre serate (una per ogni paese del comune) organizzate dal Comitato per il SI alla fusione tra i comuni di Ro e Berra.

Nella sala accaldata del Centro Polifunzionale poco più di 30 cittadini hanno partecipato all'incontro, in silenzio e partecipazione hanno ascoltato con attenzione la presentazione degli ex sindaci che compongono ed hanno fondato il comitato per il SI.

La presentazione è stata fatta da Diego Cavallina, che ha illustrato le principali motivazioni del perché questa fusione deve avvenire. Più tecnico l'intervento di Capisani, percorrendo a grandi passi quello che è la relazione di fattibilità (consultabile sul sito internet del comune).

Ultimo dei relatori Filippo Parisini: molto ottimistico e pieno di suggerimenti il suo intervento, pieno di interrogativi e di provocazioni. “Non si può e non si deve rinunciare a questa occasione" è stato ancora una volta il filo conduttore.

Il primo ad intervenire è stato il consigliere e capogruppo di opposizione a Berra Stefano Bigoni: ”Se ho deciso di partecipare a questo gruppo non è perché sono impazzito ma semplicemente perché condivido questo passaggio. La fusione è importante per il futuro del nostro territorio: dopo la fusione ogni partito e gruppo presenterà i suoi programmi”.

Due le posizione principali espresse negli interventi. La prima riguarda la mancanza di un interlocutore del Comitato per il NO. "Sarebbe bello potersi confrontare con qualcuno che non vuole la fusione - ha detto il consigliere berrese di maggioranza Alberto Astolfi - ma per ora si sente solamente qualche NO qua e là".

Ma tutti hanno sottolineato come l'assenza di un Comitato per il NO impedisca un vero e proprio confronto: gli interventi negativi verso questa fusione sembrano però più di natura politica che non veri e pripri No alla fusione.

“Partecipare ad incontri del Comitato per il SI o fare singole dichiarazioni sulla stampa locale contro la fusione è una posizione di comodo – è il parere di molti - Il Comitato per il SI ci sta mettendo la faccia, è ora che il NO venga allo scoperto, si faccia vedere. Un incontro tra le due posizioni sarebbe auspicabile”.

L'altra richiesta, sicuramente più significativa, espressa negli interventi è quella della formazione, a fusione avvenuta, di una “Lista Unica” per amministrare il Comune.

“È solamente con l'unione di intenti che si possono migliorare le cose – ha detto la Presidente dell’Associazione Cultura e Spettacolo Berrese Raffaella Nalli - da soli i contributi economici non risolveranno i nostri problemi se non verranno impegnati con unità e solidarietà tra le parti. Dobbiamo essere uniti, andare tutti insieme verso l’obiettivo di riqualificazione del territorio: solo così possiamo crescere”.

Dello stesso parere molti degli altri interventi. Ed essendo a Cologna, dove da poco la BPER ha chiuso i battenti, qualcuno ha rimarcato il fatto che un territorio senza banche la crescita diventa difficile.

Va ricordato che il nuovo comune sarà composto da 8 paesi ma solamente a Berra (BPER e MPS) e Serravalle (BPER) ci sono le banche.

Il prossimo incontro è previsto a Berra il 4 giugno.

(d.m.)

Cologna. (dall'inviato Luciano Cicoria) Un contributo all'assemblea del Comitato per il SI è stata data dal Sindaco di Berra Eric Zaghini, dove ha ribadito le motivazioni del perchè questa fusione si deve fare, che va oltre il contributo economico.

"In questi ultimi anni abbiamo dovuto fare i conti con dei bilanci ridicoli - ha spiegato Zaghini - basta pensare che quest'anno la nostra capacità di investimenti è di 20mila euro: una minuzia se si pensa che gli ex sindaci qui seduti (riferendosi ai sindaci predecessori) avevano a disposizione somme di 20/30 volte superiori".

Ma questi contributi possono avere anche una valenza superiore, e per farlo capire ha fatto un esempio: "A fronte di un investimento finanziato dallo satato all'80% dobbiamo rinunciare perchè non abbiamo a disposizione il 20% a nostro carico. In caso di fusione tutto questo non succederà perchè i fondi ci saranno. E' evidente quindi che questi contributi avranno una valenza superiore".

Il Sindaco ha portato anche qualche delucidazione tecnica. “La nascita del nuovo comune non porterà cambiamenti o stravolgimenti ai cittadini. Ad esempio il documento di riconoscimento (carta d’identità) rimarrà tale e quale ad ora e verrà aggiornato solamente alla sua scadenza”.

Poi c’è il problema delle vie. “Per quanto riguarda il doppio nome delle vie – ha precisato Zaghini – sarà compito e premura di chi scrive l’indirizzo di dichiarare sulle missive e simili anche il nome della vecchia località, per poter distinguere le vie con lo stesso nome. E’ comunque auspicabile, ma sarà il compito di chi guiderà il nuovo comune, predisporre un lavoro di rinomina delle stesse, in modo da non avere doppioni ed evitare facili errori”.

Per ultimo ma non ultimo, è riemerso ancora una volta il nome del nuovo comune, di come si chiamerà. “Nella delibera inviata alla regione – ha spiegato il Sindaco - sono stati indicati i due nomi proposti, Lavezzola e Riva del Po, per ovvie ragioni storiche e di collocazione geografica. Inserire ora altri nomi diventerebbe difficile in quanto i tempi sono ristretti e ogni altra iniziativa per trovarne altri arriverebbe fuori tempo”.

E’ così deciso quindi che sulla scheda referendaria, oltre ai due fatidici SI e NO, l’elettore troverà da scegliere tra questi due nomi.


27.5.18