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SERRAVALLE, VILLA GIGLIOLI A 9 ANNI DALL'INCENDIO DOLOSO: 1000 PROPOSITI E NESSUN INTERVENTO
 

 


Villa Giglioli prima dell'incendio

 
Serravalle.  Il primo gennaio scorso è stato il triste anniversario dei 9 anni dell'incendio di Villa Giglioli, l'inizio della distruzione di uno dei più bei posti del nostro paese. doloso, purtroppo: e si perché se fosse stata la fatalità, il destino, forse, e dico forse, il dispiacere sarebbe stato diverso, un impatto minore. Ed invece è stato doloso, ma nessuno pagherà. Il giorno dopo sono stati spesi numerosi propositi ma ad oggi, dopo 9 anni, nulla di nuovo, e le prospettive non sono buone.

In quella zona a metà del XV secolo i Giglioli, e più propriamente da Giacomo, costruirono una dimora a forma di torre, ove ancora oggi esiste la villa. Nel 1598 la costruzione subì varie modifiche. Ai primi dell'Ottocento la torre venne demolita quasi per intero e ad essa si sostituì sul lato nord la cimasa di chiaro stile neoclassico.

Il pittore ferrarese Francesco Migliari decorò nel 1825 molte stanze e soffitti, altre decorazioni furono realizzate da Rosa Giglioli. Ultimi grandi lavori e sistemazione di arredo si ebbero durante la vita del conte Arturo (1872-1948).

Ma all'alba del primo gennaio del 2009 un passante dalla strada provinciale vide del fumo provenire dalla villa: l'immediato intervento dei vigili del fuoco non bastò a fermare le fiamme, che misero a nudo la parte occidentale della villa. Un avvenimento che ha lasciato il segno in tutta la popolazione.

Le istituzioni che dovrebbero provvedere alla ricostruzione non hanno soldi, ma anche in tal senso la proprietà privata implica una serie di inibizioni e burocratismi, a mio modo di vedere superabili se ci fossero i soldi.

Le prospettive di rivedere la Villa nelle sue antiche glorie si allontanano mano a mano che passa il tempo. Sono anche nati dei comitati e dei gruppi sostenitori del ripristino della villa, ma a tutt'oggi poco o nulla si è mosso.

L'interessamento, tramite un nostro  cittadino ha colpito anche il ministro Dario Franceschini (ora tutt'altro indaffarato) ma a quanto pare con un nulla di fatto. L'edificio è lì, c'è una recinzione a tenere lontani i curiosi, quei pochi rimasti, ma nessuna voce si leva ad annunciare che i lavori inizieranno presto, perlomeno noi non ne siamo a conoscenza.

L'unica cosa certa è che il tempo lavora contro la villa e le sue antiche pietre, se non avranno manutenzione, andranno ad abbellire magari qualche casa moderna. Sparisce così un altro pezzetto della nostra storia e noi saremo ancora più poveri.

(d.m.b.)


21.1.18