Serravalle e dintorni...

 

BERRA, STEFANO BIGONI (LEGA NORD) PROPONE, IN CONSIGLIO COMUNALE LA MESSA AL BANDO DELL'IDEOLOGIA COMUNISTA

 

Stefano Bigoni e Luigi Calabresi
Berra. Una mozione singolare è stata presentata  nei giorni scorsi all’amministrazione comunale di Berra. Promotori “Uniti per Berra”, gruppo che raccoglie la Lega Nord e Forza Italia, capeggiata dal leghista Stefano Bigoni.

“Mozione per la messa al bando dell’ideologia Comunista – inizia così la mozione – con la presente avvalendomi del capo IX art. 52 del regolamento comunale interpello l’amministrazione sui seguenti temi: premesso che la camera dei deputati ha approvato la legge Fiano, ora al vaglio del Senato, che punisce “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero le relative ideologie” specificando poi che il comportamento è punibile anche se commesso solo “attraverso la riproduzione distribuzione, diffusione o vendita dei beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiarimenti riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità, “con pena aumentata se il reato dovesse avvenire per via informatica tramite social”; Che il comune di Berra ha più volte espresso il proprio apprezzamento ad iniziative per la pace, la democrazia e la condanna di tutti gli estremisti; Che il partito comunista ha cagionato la morte di oltre 100 milioni di persone sotto simbolo della falce e martello; Che ancora oggi il partito comunista in molti paesi del Mondo è sinonimo di feroci dittature o deboli democrazie, le più note Corea del Nord e Venezuela; Che anche nel nostro paese tutti i gruppi antagonisti si rifanno a tale ideologia, ai suoi simboli e leaders.

Ciò premesso Impegna il Sindaco del comune di Berra ad avanzare presso il governo la richiesta di perseguire penalmente con pene severe “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito Comunista, ovvero le relative ideologia” specificando che il comportamento è punibile anche se commesso solo “attraverso la riproduzione, distribuzione o vendita dei beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiamano pubblicamente la simbologia o la gestualità”, con pena aumentata se il reato dovesse avvenire per via informatica sui vari social network.”.

A firma dei due consiglieri Stefano Bigoni e Luigi Calabrese, che ora attendono risposta scritta.

(b.m.d.) 


28.10.17                  Contatore visite