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FERRARA, APERTO IN CATTEDRALE IL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DI LAURA VINCENZI
- 7 NOVEMBRE 2016 ORE 19.00 -
 


Il manifesto

La copertina del libro di Giovanni Raminelli dedicato a Laura Vincenzi

Domani in Cattedrale, alle ore 19, sarà aperto il processo di beatificazione e canonizzazione di Laura Vincenzi - Riproponiamo il pezzo di Giovanni Raminelli, pubblicato nel 2012 e dedicato al 25° dalla morte


LAURA VINCENZI (1963-1987) - UN RAGGIO DELL'AMORE DI DIO

In memoria di Laura Vincenzi nel venticinquesimo anniversario della morte.

In occasione del primo anniversario della morte di Laura Vincenzi, venni investito dell’incarico di scriverne una biografia “Laura Vincenzi. Storia d’amore e di croce”, che andò letteralmente a ruba esaurendosi in brevissimo tempo. Non ho conosciuto personalmente Laura ma ho avuto la straordinaria opportunità di leggere moltissimi suoi scritti, di conoscerla nei racconti dei famigliari, di apprezzarla nelle testimonianze di amici e conoscenti.

Io sono convinto che non vi fosse nulla di morboso nel desiderio di alcune migliaia di lettori di entrare in possesso di quelle 94 pagine stampate dalla Artigiana Stampa di Ariano nel Polesine e propagandate pure in un mensile, appositamente dedicato alla Vincenzi, “Il Fiore della Bassa”, che ebbe, purtroppo, vita assai breve fra i periodici ferraresi della fine degli anni ’80 del Novecento: chi si accostava alla vicenda terrena di Laura, stroncata a soli 23 anni da un male incurabile, lo faceva nella convinzione di trarne alimento per l’anima, per capire come si può essere segno di speranza proprio nel momento in cui l’entusiasmo giovanile lascia lo spazio al marchio quotidiano del dolore. Laura, in unione a Gesù, era di conforto ad altri anche dal suo letto di dolore (“Resta con me, così splenderò del tuo stesso splendore e potrò essere luce per gli altri” - Madre Teresa).

Sono altresì convinto che l’immagine di una ragazza così serena, con l’anima inondata dall’amore di Cristo, gioiosamente inserita nell’ambito comunitario e in quello dell’Azione Cattolica, abbia oggi – a distanza di venticinque anni dalla morte  - un motivo in più per essere additata come esempio luminosissimo e frutto maturo di vita umana e cristiana.

Le odierne vuote rappresentazioni televisive di una gioventù che vorrebbe accreditarsi per spigliatezza, per apertura mentale, per anticonformismo, sono lontane anni luce da ciò che Laura ha incarnato nel suo pur breve tragitto terreno sia come membro di una famiglia che di una comunità, sia come giovane studentessa che come fidanzata. La libertà dei figli di Dio è ben superiore all’amaro sapore della schiavitù dei media, alle pruriginose mascherate senza senso di un sesso volgarmente esibito privo di inibizioni; è una libertà che non ha bisogno della contestazione fine a se stessa, dell’individualismo e del turpiloquio esibiti come vessilli di maturità e di forza.

Nel calvario vissuto da Laura verso l’incontro con il Cristo, nel dolore e nella sofferenza dell’esperienza quotidiana, ella ha scoperto i segni del compimento pieno e totale della Salvezza. Cioè i suoi occhi hanno letto sempre più consapevolmente, nel tragitto della sua vita e nell’amore di chi la circondava, gli strumenti per evitare di essere sconfitta dal male, dal dolore, dalla disperazione. L’amore e la croce, l’abbandono fiducioso a Colui che tutto può nel segno della accettazione paziente della vita nel suo scorrere quotidiano. Chi ha letto la biografia di Laura Vincenzi, chi poi ha letto anche l’altro testo “Lettere di una fidanzata” (Vincenzi Laura, 2000, Ed. Città Nuova a cura di Guido Boffi), non può che contemplarne l’esempio di una vita – anche di relazione - totalmente affidata a Cristo, profondamente immersa nel Suo Amore, intimamente segnata dalla Grazia; chi Le si è avvicinato e ne ha conosciuto l’esempio di vita non può non chiederle oggi l’aiuto a perseverare nell’amicizia con Gesù e nella vita di Grazia. Per questo Laura Vincenzi, a venticinque anni dall’incontro definitivo con l’amico Gesù, è ancora un giovanile e luminoso raggio di sole che ci aiuta a non fermarci nel vuoto in cui spesso ci si può smarrire ma a godere di un amore grande e misericordioso, che non si è ancora stancato della nostra debolezza.

Nella preghiera composta da Laura il 27 gennaio 1987 e riferita ai giovani che incontrarono il vescovo in visita pastorale è scritto: “…guarda, o Signore, a queste loro ansie, alla loro voglia di vivere e di impegnarsi, al loro entusiasmo. Conservali sempre così, ma rendili anche attenti ascoltatori e lettori della Tua Parola; rendili persone pazienti, cioè capaci di adeguarsi ai Tuoi tempi, e sempre più sensibili nei confronti dei loro amici”.

Parole e richieste attualissime nel mondo d’oggi, soprattutto per quello giovanile, da avanzare nella speranza che l’esempio di Laura non venga dimenticato e sia sempre stimolo per la crescita cristiana delle nuove generazioni.

Giovanni Raminelli


6.12.16                  Contatore visite