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Serravalle e dintorni...

 

ANCORA SU DIEGO MARANI E IL PALIO DI SERRAVALLE
- L'opinione di Marco Marchesini -

 

Sperando che non divenga un suggerimento, se un giorno accadesse che qualche personaggio risentito decidesse di mettere un tappo al Canal Bianco all’ altezza di Serravalle, facendo defluire le acque alla destra del suo argine, vorrei sapere cosa rimarrebbe delle origini del Rossonicentrico Diego Marani e del suo elevarsi a sommo giudice di pesca al siluro o di lancio delle pantegane (forse non ne capisce di altro?).


Se delle 4 case sul bivio dello stradone che da Codigoro conduceva a Copparo ora qualcuno può vantarsi del Palazzo Pio, di certo lo si deve a chi non capiva di cammelli, ma di certo sapeva di capre, cavoli e paludi, immerso com’era nel dualismo con il sicuro ferrarese Italo Balbo.
Ferrarese appunto!


L’appartenere ad un territorio, il sentirsi parte di una comunità, il volere il bene della stessa rappresentano connotati valoriali che non debbono spingere alla retorica del dirsi, bensì motivare gli esseri pensanti a non perdere tempo in inutili ed offensive nenie scritte dettate dall’astio e dall’invidia o dalla voglia della critica ad oltranza.
Io vivo dove sono nato da sempre e ne sono orgoglioso. Ho dedicato 14 anni della mia vita a fare in modo che il Palio di Serravalle divenisse tradizione di una comunità di persone che si ritrova nella benevolenza e nella tolleranza. Non ho avuto nessuna necessità di distinguermi nell’espatrio per dimostrare quanto valgo, per poi volgermi indietro dando del popolo dei pescatori e del nulla di più a chi ha in comune con me questa meravigliosa fortuna.


Se di converso qualcuno risente di questo tragicomico influsso, trovi sfogo introspettivamente, lasciando la condivisione dei valori anzidetti a chi ha la capacità di apprezzarli e di porli in atto, anche dando luogo ad iniziative che non hanno origine nel tempo ma bensì nella volontà.
Allora viva Serravalle, viva il Palio che ivi si porta in Piazza Mazzini (anche noi abbiamo una piazza Mazzini quali buoni italiani), viva la sagra di S. Francesco, viva La sagra mondiale della Zanzara, viva il Palio di Ariano (probabilmente gli era sfuggito), viva Tresigallo (anche se è il paese che ha dato i natali), viva Copparo, viva “al Crusar e la Dezima” e tutti i rioni, le contrade le persone che, motivate dalla buona volontà, si sforzano per dare un senso a questo orgoglioso popolo di pescatori, alla faccia del retrodatato ed incompreso Diego Marani.


Non siamo persone che funzionano con il telecomando: lei rimanga a Bruxelles, qua ci pensiamo noi!
 

Marco Marchesini


25/11/2016