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BERRA, IL CONSIGLIO COMUNALE PARLA DI ACCOGLIENZA
- LUNEDI' 3 LUGLIO 2017 -


Stefano Bigoni

Berra (dall'inviato Luciano Cicoria). Migranti e Fusione dei Comuni (Berra e Ro) sono stati i due punti cardini dell’ultima assise berrese, argomenti trattati su invito (interpellanza/interrogazione) del gruppo di opposizione “Uniti per Berra”.

Per quanto riguarda la fusione il capogruppo e Leghista di “Uniti per Berra” Stefano Bigoni dice: "Vedo bene una fusione tra noi e Ro - Copparo da sola sopravvive - comuni simili in tutto, come posizione, rivieraschi del Po, come numero di abitanti e come problematiche da risolvere. Una fusione che potrebbe giovare anche in termini di contributi economici per lo sviluppo del territorio. Se questa proposta venisse avanzata il nostro gruppo è disposta a votarla e sarebbe così tanto contento che ha già una proposta per il nome "Le terre del Delta del Po".

Ritengo, come ha espresso il sindaco nell’ultimo consiglio comunale, che se ne può parlare, ma però dobbiamo farlo subito, senza aspettare troppo, con il rischio di perdere delle agevolazioni”.

“Voglio ribadire – conclude Bigoni – che si tratta di una fusione, mentre i servizi potrebbero rimanere in seno all’Unione, con le dovute verifiche e opportunità”.

Mentre per gli immigrati, argomento tanto caro ai Leghisti, Bigoni esprime il suo pensiero negativo rispetto ai 36 presenti sul territorio comunale berrese, e aggiunge: ”Il fatto che non vi siano regole stabilite sul rapporto immigrati/residenti, come ha spiegato il sindaco, mi pare non corrisponda al vero. Nel dicembre scorso alcuni quotidiani nazionali riportavano, con espresse parole del ministro dell’interno Marco Minniti, che gli accordi Viminale/Anci prevedeva 2,5 immigrati ogni mille abitanti. Indipendentemente da tutto questo – prosegue Bigoni – con 36 immigrati la cosa comincia ad essere insostenibile. Diciamo pure che la vicenda sta assumendo proporzioni esagerate. Non è che vogliamo ristabilire il calo demografico, al quale stiamo andando inesorabilmente incontro, con l'arrivo di numerosi profughi? Sarà anche vero che gli arrivi non li decide il comune ma però aspetta poi al comune gestirli. È il comune che rilascia i documenti regolari e aspetta al comune controllare questi immigrati dal punto di vista della sicurezza. Tra l'altro - precisa Bigoni - mi pare di capire anche che alcuni di quelli già presenti, dopo aver ricevuto regolare documento, se ne vadano in giro altrove, cosa che non mi pare corretta".

Poi arriva la richiesta: "Chiediamo con forza all'amministrazione comunale di riprendere in mano le redini della situazione, accogliendo il numero che ci aspetta e auspichiamo un controllo maggiore sulle presenze”. 

l.c.


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