Serravalle e dintorni...

 

L'IRRINUNCIABILE DIRITTO ALLA SICUREZZA
- Di Leonardo Peverati -
 


 

Non ho avuto alcun timore di pubblicare in facebook lo sfogo di un ragazzo di Ferrara, residente al quartiere Barco, con il quale denuncia che la sua famiglia è stata presa di mira più volte da delinquenti che hanno ormai saccheggiato tutto: dal garage alla cantina, dall’auto alla casa. E’ lo sfogo di un ragazzo di una famiglia perbene, impegnata anche in diverse attività di solidarietà sociale, sfogo non annebbiato dalla rabbia, ma appena tendente a chiedere giustizia.

Nel pubblicarlo, non ho avuto alcun timore di essere considerato razzista, così come coloro che l’hanno voluto condividere sulla loro pagina web.

La rabbia è tanta, troppa paura, tanta indignazione per una sicurezza ormai persa, quella sicurezza che avevamo almeno restando in casa nostra.

Il problema è enorme e non solo nelle grandi città e metropoli. Anche nei piccoli paesi come il nostro il disagio è ampiamente sentito.
Ed è superfluo ormai ricordare i tempi in cui si andava a far la spesa, dal vicino a far due parole o semplicemente dietro casa a fare quel che c’era da fare, sempre con la porta di casa aperta, certi che pericoli non ce ne fossero.

E’ superfluo! Si rischia di essere considerati bambinoni o vecchi sognatori dei bei tempi andati. Superfluo poiché a nulla servono i sentimentalismi di fronte al dilagare quotidiano di una piccola delinquenza che ci perseguita, anche con soprusi apparentemente innocui.

Superfluo per l’impotenza di noi tutti di fronte anche a ben più gravi minacce che, a ogni ora del giorno e della notte, potrebbero mettere le nostre vite in pericolo, sicuramente danneggiarci per sempre dal punto di vista psicologico.

E’ successo e succede nelle nostre piccole comunità che, rientrando di giorno, ci sia chi ruba in casa, o di notte, mentre si dorme, che qualcuno tenti e tante volte riesca a entrare nella tua abitazione, rovesciando, arraffando, Dio non voglia perquisendo anche le persone, nel tentativo di derubarci.

Ciò è paragonabile ad uno “stupro”. Casa nostra, il luogo dove i beni più preziosi di ognuno di noi vivono, pensano, progettano per la loro vita. Il posto in assoluto inviolabile della “famiglia”, dove fino a solo qualche anno fa ci si poteva riposare, quasi nascondere, al riparo da tutto e da tutti, è alla mercé di delinquenti senza scrupoli.

Una batosta, una sfiancata, una situazione senza ritorno sulla via della sicurezza personale.

Certo senza ritorno se i tentativi per arginare tanto degrado si fermano a quelli che abbiamo visto finora!

Un ridimensionamento serio, di questi fatti, dovrebbe essere perseguito da chi può, anzi da chi "deve" e da chi ha la responsabilità della nostra sicurezza, imponendo regole certe da osservare senza se e senza ma.

Quelle regole del vivere, proprie di una società civile, che prevedono che chi sgarra deve pagare!

La rabbia, infatti, non è rivolta solo verso chi delinque, ma è rivolta al fatto che a chi delinque è perdonato tanto, se non quasi tutto. Alle persone oneste, viceversa, quelle che tutti i giorni vivono una vita normale e corretta, cercando di rispettare tutto e tutti, a queste persone non è perdonato nulla anche quando solo inavvertitamente commettono uno sbaglio.

Non può essere così, non deve continuare così!!

Non possiamo sempre sentirci rispondere che la legge non consente, la legge dice, …. la legge ....la legge: se la legge dice e consente delle cazzate, la legge si cambia. Chi non la cambia è un irresponsabile ed è responsabile di ciò che troppe volte siamo costretti a subire.

Leonardo Peverati - 20.10.16


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