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Serravalle e dintorni...

 

HO TENTATO DI ESSERE UN RENZIANO...
- di Leonardo Peverati -

 

Renzi

Capiamoci!

Nel 2011 quando, a detta di “quasi” tutti, l’Italia sembrava vicina al fallimento, ci avventurammo nella cura del Professor Monti, laureato premier ad honorem sul campo da Re Giorgio!

Bisognava intervenire, …e s’intervenne come i governi tecnici e di unità nazionale sanno fare: “Con la Scure”.

Cominciò per l’Italia una lunga notte, buia, dal sapore medievale! Le ultime certezze che fino a qualche mese prima sostenevano gli italiani, già in difficoltà, all’improvviso caddero: la paura regnava sovrana, la mancanza di tranquillità per il futuro diventò la compagna scomoda e volgare della maggioranza delle famiglie italiane.

Tasse, sulla casa e su una miriade di altre piccole cose, qualche patrimoniale nascosta tra le pieghe di leggi e leggine proliferate a iosa. Taglio smisurato di fondi agli enti pubblici, con conseguente riverbero impositivo ancora verso le famiglie. Dulcis in fundo la famigerata riforma delle pensioni, avvilente e ingiusta.

Tutto questo ovviamente, avvallato da destra a sinistra, tranne pochi, a testimonianza della meschinità di una classe politica incapace e priva di dignità.

Mentre in quel periodo spagnoli, greci e altri, si recavano alle urne per eleggere democraticamente un governo, gli italiani si sorbivano l’esecutivo Monti e poi quello di Letta: dal pieno medioevo, al medioevo dormiente!

Ecco perché, quando arrivò il sindaco toscano, giovane ed energico; voglioso di fare quel che altri avevano promesso da sempre e mai mantenuto; all’inizio apparentemente veloce nel perseguire il risultato, beh diciamo la verità, in tanti abbiamo tentato una fiducia da molto tempo negata a tutti.

Da quel 22 febbraio del 2014 effettivamente molto è stato messo in campo: riforma istituzionale, legge elettorale, riforma della scuola, della pubblica amministrazione ecc. ecc. ecc……..

Son trascorsi due anni, a oggi più meno il nulla!

Istituzioni, unica “vittoria” incassata l’eliminazione delle province. Sì, senza però prevedere i contraccolpi in termini di disservizi creati ai cittadini. La vera riforma, quella del Senato, snaturata la prima scrittura dalle solite mediazioni per interessi di bottega, è di là da venire.

Legge Elettorale discutibile, come solito architettata da chi la propone in periodi di vacche grasse. Ora che la fiducia generale cala, tutti i ripensamenti vengono al pettine…. . E, come solito, i rimedi son peggiori dell’originale!

Scuola: ahimè, l’ultima riforma andata veramente in porto in questa nazione, tanto bella e affascinante, quanto assurda, è la riforma Gentile del 1922. Non sarà certo quella della senatrice e ministro Giannini a far breccia nei prossimi anni. Temo sarà destinata a trovar posto al limbo, come le altre.

Pubblica Amministrazione: chiacchiere, peggio che ai tempi di Romano Prodi.

Tuttavia quel che fa specie e trascina la fiducia giù dal burrone, sono alcune scelte degli ultimi mesi:

  • La noncuranza per quel che ha significato la dissennata gestione delle crisi bancarie di pochi mesi fa. La crisi del sistema bancario, fino a qualche tempo fa mai denunciata da alcuno, è stata affrontata con la sfacciataggine di chi non sa far altro che inchinarsi all’Europa. Di più, con la protervia di chi si vuol far passare da salvatore della patria, affibbiando responsabilità a destra e a manca, facendo vergognosamente finta che quel che è accaduto e accadeva, non fosse ampiamente prevedibile e noto alla politica.
     

  • I tagli alla sanità, con l’impoverimento della prevenzione tanto sbandierata e auspicata. La mancanza di volontà in questo settore, qui sì, di una vera riforma volta almeno a limitare gli sprechi e sperperi che sono sotto gli occhi di tutti.
     

  • Il fatto che, mentre ci sarebbe veramente bisogno di avviare un rilancio industriale del paese, si pensa a vendere, anzi a svendere quello che in altre nazioni sono i fiori all’occhiello di un’economia. La chimica sia un esempio: si dice l’ENI vende la chimica. Io dico il governo vende la chimica ….e non si vergogna!

Renzi, quarantenne d’assalto, ma dove sei quando succedono 'ste cose?

Renzi, ma dove sei quando i tuoi cominciano a parlare di tagli alle reversibilità, aumenti delle tasse di successione?

Di questo si parla in giro, caro giovane rampante! Mentre tu ci racconti che le tasse sono calate, la gente si preoccupa di queste quisquilie e, credi, se ne frega degli attuali impegni parlamentari, anche se i temi in discussione sono socialmente importanti e da risolvere.

La gente, non solo è sfiduciata, è barbaramente impaurita da una situazione che la disorienta.

Se questa situazione la valutiamo poi pensando che nulla è stato scalfito dei privilegi della cosiddetta casta. Che siamo ben lungi dal privare degli assurdi privilegi di cui godono i nostri politici, i manager pubblici, gli alti funzionari dello stato, e via …e via, con un elenco tanto lungo che potrebbe spaventare. Se pensiamo a tutto ciò, trovano ragione la rabbia e l’insoddisfazione generale.

Ho tentato di esserlo, un renziano!! Sarà anche colpa mia, ma non ci sono riuscito!!

Leonardo Peverati - 23 Febbraio, 2016


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