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Serravalle e dintorni...

 

Più di sessanta “ragazzi e ragazze” degli anni settanta si sono ritrovati sulle rive Po
CON SERRAVALLE NEL CUORE
- di Leonardo Peverati -

 


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CON SERRAVALLE NEL CUORE

In quegli anni sessanta di un’Italia che lievitava dal punto di vista economico e sociale, i nostri piccoli paeselli di campagna segnavano il passo, più di altri luoghi, rispetto alla ripresa complessiva.

Nelle città e nei grossi centri i posti di lavoro non mancavano: la “fabbrica”, con l’avvento dell’industrializzazione del paese, rappresentava l’avvenire, ….mentre qui si faceva fatica!

La campagna cominciava a “segnare il passo” in termini occupazionali: la meccanizzazione delle attività, anche in questo settore, imponeva minor manodopera.

Fu in quegli anni che molte nostre famiglie dovettero fare la scelta di trasferirsi altrove dove trovar lavoro era meno complicato, dove il futuro della famiglia, dei figli in particolare, sarebbe stato meno incerto, anzi sicuro.

Per capire cosa costò dal punto di vista umano, quella scelta, bisogna partecipare a giornate come quella che si è svolta sabato 26 settembre a Serravalle, presso il ristorante “La Porta del Delta”.

Ci si è dati appuntamento in parecchi là, sulle rive di quel benedetto fiume!

Più di sessanta serravallesi, che vissero da ragazzi i mitici anni sessanta e settanta, si sono ritrovati lì per trascorrere insieme una giornata come quelle di quel tempo.

…E l’emozione era palpabile nell’aria, sì perché all’appuntamento non sono mancati coloro che dovettero “migrare”, andar via e lasciare il paese dov’erano nati.

Molti lì, sabato mattina, lungo quel corso d’acqua che scorre sempre veloce verso il mare, sulle rive di quel Po che segnò gli anni della loro infanzia, non si vedevano da almeno quarant’anni: da una vita.

Eppure, dopo gli abbracci che non puoi trattenere, dopo poderose strette di mano che aiutano a superare i primi momenti d’imbarazzo, tutto è tornato come quando ci s’incontrava sull’argine o come quando, in “camp dal pret”, si davano due calci al pallone: la confidenza era la stessa, a volte perfino le battute assomigliavano a quelle di allora.

Gli applausi poi, a scena aperta li ha beccati lui, il proff. Quello che, da esperto insegnante, riusciva a spiegare ai ragazzini delle medie l’importanza del saper bene la nostra amata lingua. Galeazzo Giuliani da Ferrara, la cui disponibilità merita un encomio solenne.

Ci si è raccontato di tutto durante il pranzo. Era quasi come ognuno volesse far sapere a tutti i momenti salienti della propria vita.

Sì, della vita che inevitabilmente segue il suo cammino: nel nostro piccolo paese per alcuni, altrove per altri, ma in entrambi i casi con “SERRAVALLE NEL CUORE”.

E’ stata sicuramente una giornata memorabile per chi l’ha vissuta!

Io c’ero e non la dimenticherò.

Leonardo Peverati - 27 settembre 2015


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